More than words vs Heavy metal: il Punto di vista.

Conoscete gli Extreme? Ovvio… chi non li conosce?… Io! Tali Extreme fanno heavy metal, di quello serio… crudo, nero e a mio avviso odioso… però, c’è un però, un bel giorno hanno pensato bene di scrivere questa More than words ed entrare nelle mie corde! La canzone in questione è come tutte le canzoni lente e romantiche cantate da chi ha sempre e solo urlato metal: è stupendamente dolce e per nulla banale!! More than words è l’altro punto di vista… quello che nessuno guarda, quello che nessuno vuole mostrare… quello spesso molto più interessante degli altri! Il “Punto di vista”, quello con la P maiuscola… Spesso questo punto di vista alternativo è problematico è corrotto e dannoso; non puoi...

Ebook vs Libro

Questa estate se ne è parlato davvero tanto; giornali, tv, internet ovunque era possibile trovare pareri e consigli sul difficile rapporto tra i vari ebook (IPad in testa!) e i libri, i vecchi cari libri cartacei. Perché? Perché così come ad un certo punto sono spariti i caselli autostradali e i casellanti (sostituiti da macchine sputa biglietti e soldi!), così come ad un certo punto le persone hanno pensato bene di non uscire più per comprare i giornali, barattando una passeggiata e le dita nere con la comodità di poter leggere più quotidiani a costo quasi zero semplicemente accendendo il proprio pc, così come ad un tratto nessuno più ha sentito il bisogno di comprare e spedire cartoline (anche questa è una notizia sconcertante proprio di questa...

Scrittrice vs Ballerina (ovvero quando cominciò la ricerca della categoria madre)

Iniziamo? Oggi voglio dare il via a un nuovo progetto… capire cosa mi piace e cosa no, cosa voglio essere e cosa no, dove voglio andare e dove no…!! Ho sempre pensato che nella vita bisogna saper fare tante cose, perché un bel giorno la “tua” strada ti volta le spalle e ti resta solo un pugno di mosche tra le mani. Se la tua categoria madre ti molla… ci sono le categorie figlie che ti aspettano, ma se non sai quali sono non puoi certo andare avanti. Io non ho una categoria madre (cosa abbastanza grave) ma solo una svariata schiera di categorie figlie un po’ orfane e un po’ stronze… Oggi, voglio fare la scrittrice e sicuramente non la ballerina. Scrivere mi fa sorridere, mi rende felice, mi emoziona, mi...

Ma che belle costruzioni vengono fuori!

Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? è forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c’è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi...

Pezzo per pezzo…

Ieri ho spaccato una ciotola a mia mamma…l’ho afferrata e buttata per terra perché volevo farle male…perché non riuscivo a parlare con lei, perché non mi ascoltava…perché non riuscivo a farle capire nulla. Avevo provato il mio discorso, avevo bene in mente quello che volevo dire…nella mia testa era tutto allineato, tutto perfetto…poi invece di parlare ho spaccato qualcosa. Qualcuno una volta mi ha detto che io ho problemi di comunicazione, alla base di tutto il problema è che io non riesco a comunicare. Quando non comunico io scrivo, tante cose, belle, brutte e che mandano un “grido” delle volte… che pochi riescono a sentire. Sono successe tante cose nell’ultimo mese, ma proprio tante… cose che...

“Farfalla” di Iosif Brodskij

I Dirò: sei morta? con una vita di ventiquattr’ore! Troppa amarezza in questo scherzo del creatore. Riesco con sforzo a pronunciare “vita” nell’unità di data di nascita e di consunzione fra le mie dita: mi confonde obbligare una di queste grandezze nello spazio di un giorno. II Perché i giorni per noi sono nulla. Un vuoto zero, nulla. Non puoi appuntarteli al muro e agli occhi renderli commestibili: sul bianco sfondo non possedendo corpo sono invisibili. Come te sono i giorni, e quale peso poi rimpicciolito dieci volte può avere un giorno? III Dirò: tu non esisti? Ma cosa mai allora di simile in te sente la mia mano? e quei colori d’inesistenza non son frutto. E chi ha suggerito quelle tue tinte? Io non avrei la forza, io, grumo borbottante di...

La Fattoria degli scrittori…

Vorrei avere il tempo e i soldi per potermene stare a riflettere sulla settimana appena trascorsa, ma non ho il tempo e soprattutto i soldi per farlo. Vorrei poter tornare in dietro nel tempo e ricominciare e una volta finito, ricominciare ancora, ma non ho una macchina del tempo. Vorrei analizzare me e la mia scrittura per ore e pensare di poterlo fare per sempre, ma non posso. Sono tornata dalla Fattoria degli scrittori e sono tornata nel mio mondo, che mi ha sorriso comunque, nonostante tutto. La Fattoria è stata un’esperienza meravigliosa… io la consiglierei a tutti, anche a chi non ha mai scritto nemmeno il proprio nome su un foglio, perchè per me è stato come fare un viaggio dentro la mia mente. Ho trovato persone squisite, tutor fantastici e...