Leggo…dunque sono
Alessia’s Blog
Quando immagino me stessa fra 10 anni vedo una stanza bianca, tanti libri, uno sgabello alto di legno scuro, sento la mia voce che legge qualcosa, il silenzio di molte persone che ascoltano e respirano piano, il cuore che mi pulsa nella gola e l’odore acre della carta riciclata dei libri, quella che ha tutte le sfumature del grigio e che al tatto è ruvida.
Il mio sogno si tinge di malinconia quando i miei progetti per un motivo o per un altro vanno in fumo, vedo possibilità che se ne vanno, sento la certezza, quella che paralizza lo stomaco, che tutto questo non succederà mai.Non esiste un modo per afferrarlo, è un mondo fatto di essenza e come tale sfuggente, però è quello che più mi rende felice e mi soddisfa, è l’unica cosa che voglio essere perché è l’unica cosa che sono.
Chi non ha mai aperto un libro e infilato il proprio naso dentro e ispirato a fondo, non lo sa che è come sentire l’odore della propria pelle.
Chi non ne ha mai guardato le pagine lucide in controluce, non lo sa che è come guardare una cosa perfetta.
Chi non li ha mai sentiti come li sento io non lo sa che i libri delle volte possono farti compagnia.
Lo scrivere è una maturazione, un primo passo verso coloro che credi ti abbiano dato tanto:i tuoi autori, che diventano parte di te.Io mi siedo per scrivere solo quando sento un certo languore allo stomaco, è lì quando meno me lo aspetto e mi aiuta ad alzarmi , a lasciare tutto quello che sto facendo….,.è un bisogno forte, è dipendenza…..!
Un libro quando lo leggi può commuoverti, può aiutarti a pensare….scrivere invece può essere distruzione delle volte, mi sfinisce perché è come se qualcuno afferrasse un po’ di me è cercasse di trascinarla via, scrivere di chi si ama è come morire….quel ricordo la scrittura te lo porta via e se ne appropria.
Però è la sensazione più vera e più intensa che esista…..perchè è creare….scrivere è proprio creare!
Creo qualcosa di mio ogni volta e creo qualcosa di unico che nessuno potrà mai modificare….e ne smusso gli angoli e l’aspetto ogni volta cambiando accenti e punteggiatura.
E poi delle volte la scrittura ti regala qualcosa di strano….quando pensi che in realtà siano solo parole, solo allora ti ferisce, perché solo allora ti regala il suo pregio più grande…..la gioia negli occhi di qualcuno. Quello che credevi essere solo un tuo sfogo personale diventa verità per altri. Ti guardano per cercare di capire come sia possibile che tu gli abbia letto dentro così intensamente….è per quello è solo per quello, quella gioia…..è la convinzione profonda…è il motivo per cui continuo a sognare e a vedermi fra 10 anni sempre e solo nello stesso posto.E quando la mia visione sbiadisce, e spesso succede….io penso solo a quella gioia, penso a lei intensamente e riesco a sentire l’odore acre delle pagine sempre più forte , sempre più intenso…..
E’ entrata nella mia vita troppo tardi, come De Andrè e questo mi fa stare male…..adesso che non ci sono più posso solo raccogliere le briciole di quello che ci hanno dato!!!
«Ah, la vecchiaia. Gli anni che pesano. Le parole cariche di amara rassegnazione di Guido Ceronetti, alle quali ha risposto con affettuoso ottimismo Arrigo Levi, mi hanno costretto a pensare, ancora una volta, alla mia di vecchiaia. A interrogarmi. E a scavare un po’ nella memoria.?Mi è tornata in mente Alice B. Toklas che a quasi ottant’anni aveva uno strano modo di giggling, di fare una risatina silenziosa stringendosi nelle spalle, come una ragazzina. Regale e tenerissima, era molto premurosa nei miei confronti, forse a causa dell’ ammirazione che avevo dimostrato per Gertrude Stein con cui aveva condiviso molti anni della sua vita. Nell’ aprile 1954 Alice era venuta a trovarmi nella mia casa di via Cappuccio a Milano, città a lei piuttosto sconosciuta, per «vedere» dove e come abitavo. Si era molto rassicurata quando aveva visto la terrazza deliziosa che dava sul parco di non ricordo che cardinale con la deliziosa vista sulle montagne lontane, illuminate dal tramonto rosato.?Allora ero giovane, con il sangue che scorreva veloce nelle mie vene. Solo molti anni dopo ho capito il coraggio che i ragazzi possono dare a chi è già vecchio. Ho molta nostalgia di quegli anni. Ma mi consola chi viene a farmi autografare i libri di Ernest Hemingway, di Jack Kerouac, di Gregory Corso, di Allen Ginsberg, di tutti gli autori che hanno permesso loro di sognare e che io sono orgogliosa di poter dire di aver contribuito a far conoscere. A questi sognatori ricordo sempre che devono ringraziare la follia di Gregory, la visioni di Ti Jean, le preghiere di Allen e tutti i miei amici che se ne sono andati. E che rimpiango. Tutti loro hanno raggiunto gli immensi spazi profumati dell’eternità quando al massimo avevano compiuto settant’ anni. Troppo presto.?Ma se penso ad Henry Miller, penso che anche un genio come lui se n’ è andato troppo presto. E di anni ne aveva 88. Non ho mai voluto accettare le malattie dell’ età e ne ho le scatole piene di dover prendere tutte queste pastiglie che i medici mi prescrivono. Ho sempre cercato di vivere di passioni e tutto questo mi riporta solo alla disperazione dei miei 92 anni, con le vene che non reggono la pressione di una semplice iniezione. Ma grazie a Dio ci sono questi ragazzi di 18 anni che mi mandano le loro poesie, i loro racconti, i loro auguri e mi chiedono suggerimenti su come fare a superare le tragedie della vita. Ahimè. A 92 anni ancora non so cosa rispondere. Dico loro di sperare. Di battersi per vivere in un mondo senza guerre volute solo da capitani ansiosi di medaglie. Di sorridere senza il rimorso di non aver aiutato nessuno. E proprio questi giovani sono una grande, meravigliosa, consolazione. Il segno che qualcosa di ciò che hai fatto ha lasciato un piccolo segno, un piccolo seme.?Posso confidarvi che l’ ultima volta che ho incontrato Gore Vidal per la presentazione di un suo libro, nel gennaio 2007, io ero appena uscita da un ricovero in ospedale e lui camminava aiutandosi con un bastone. Ma a cena, quando gli ho chiesto cosa potremmo fare insieme, lui mi ha risposto: «Let’ s make a baby – facciamo un bambino». Forse è questo il segreto per riuscire a sopravvivere anche a questa età. Forse è questo il segreto del vecchio Suonatore Jones dello Spoon River caro alla mia giovinezza, “che giocò con la vita per tutti i novant’anni”».?
Fernanda Pivano
Questa estate sta giungendo al termine e quello che mi resta non è poco.
Un cappello di paglia rosa, foto…..belle , fatte da chi mi ama……molte parole di quelle che non è possibile descrivere ma che non è neanche possibile dimenticare, una gran quantità di lentiggini, il ricordo della febbre a 38° il 15 Agosto, il piatto di spaghetti con le vongole lasciato da Lorenzo, molte risate, la festa del vino a Gete, il Cardamone, la pizza di Giggino, un pò di rabbia (quella non la lascio mai a casa!) , sale, grissini, mezzo pacco di pasta……3 patate…..Joanne e Gianni…..nelle due serate che mi hanno fatto vivere con spontaneità e bontà, con affetto, con semplicità, grazie per avermi raccontato di voi….siete proprio speciali…..!!!
Kim…..grazie per avermi detto che la tua terra (la Nuova Zelanda!)vede il Sole per prima e grazie…. ora so come si dice Tiramisù in inglese…. sei “carinissima” anche tu.Un pò di mare….poco, ma quanto basta, l’ombra delle quattro e le migrazioni sulla spiaggia….il “purpitiello”….i miei piedi con lo smalto color big bubble, la granita dal granitaro, la pizzetta del panificio Apicella…….”è proprio buona”, un pò di paura, paesaggi meravigliosi, un concerto all’alba…..durante il quale non mi sono addormentata….4 pietre bianche con macchie nere….la consapevolezza che sulle spiagge non ci sono più i pezzi di vetro lavorati dal mare…..la plastica ci ha invasi….molte cene…..molto buone….due morsi di zanzara…..un paio di infradito, un bernoccolo molto doloroso sulla testa, un pò di malinconia….una domanda : ma Murakami cosa voleva dirmi????
Un bracciale con sonagli e tartarughine, un prendisole rosso, una marea di libri ancora da leggere, ma quelli ci sono sempre!!! La voglia di strappare un fiore da Villa Cimbrone e portarmelo a casa…..tanti progetti, la foto di un tavolo di Calligaris meraviglioso per casa nuova, un’ altra domanda: ma le formiche quando piove, cosa fanno?????
Il ricordo innescato dalla pulizia del bagno…..l’ anno scorso a quell’ora stavo facendo la stessa cosa, un pò di ricordi sparsi che fanno male al cuore, un pò di nostalgia, le canzoni dei Modena, l’idea di un viaggio…… un giro sul ciambellone di Cinzia, la sensazione della sabbia bianca e calda sotto i piedi, l’acqua fredda del fiumiciattolo, chiacchiere , chiacchiere, chiacchiere….di quelle che non stancano mai e fanno bene al cuore…..un aneddoto raccontato con dolcezza che mi ha fatto riempire gli occhi di lacrime dietro gli occhiali da sole, la crema di caffè del lido di Renè…..una serie di belle e poco impegnative promesse……un pò di pelo di Luna sui piedi, un abbraccio particolare, i panzarotti di Laura, un timer……..a forma di uovo, pace e tante idee sotto un’abbronzatura che sta già sbiadendo!
…….Sotto il mio cappello di paglia rosa……la mia estate!
Imbattermi in un testo come “Il colpo di grazia” di Marguerite Yourcenar è stata una delle esperienze più coinvolgenti di questo ultimo anno (decisamente alla faccia di tutti coloro che non credono che un libro possa essere una compagnia attiva!!), è stato veramente interessante leggerla e ancora di più è stato leggere questo testo che tra i tanti non è neanche il più famoso. Lo precedono in ordine di importanza sicuramente “Memorie di Adriano” e “L’ Opera al nero”; ma io come sempre mi faccio guidare dall’istinto e ho scelto questo prima di tutti gli altri, anche perchè scritto tra Capri e Sorrento!!
“Il colpo di grazia” ricompatta decisamente il mio rapporto con le storie di guerra, perchè fondamentalmente rievoca un episodio di guerra civile avvenuto in Curlandia all’epoca dei putsch tedeschi contro il regime bolscevico , intorno al 1919-21.
E’ una storia vera raccontata all’autrice da un amico del protagonista principale e questo sicuramente aggiunge al tutto un grado di coinvolgimento notevole. In breve è la storia di Eric von Lhomond, aristocratico, che deluso dalla sconfitta della Germania e dal crollo del mondo materiale e ideologico nel quale si era barricato decide di impegnarsi nella difesa del castello nel quale vive con il suo migliore amico Conrad de Ravel e la sorella di questi, Sophie e con un discreto numero di uomini e ufficiali vari! Tutto questo è solo la cornice di un dramma tutto interiore e psicologicamente raffinato che si svolge lì dove ha sede l’amore e la passione più sfrenati e le ideologie, quelle più vere.
Se tutto sembra prefigurare solo un noioso racconto di guerra e di sconfitta, ben presto si ci renderà conto che ad andare in scena è l’amore assurdo fra Eric e Sophie, fatto di passione, gelosie e tradimenti occasionali! Sophie rappresenta qualcosa di irraggiungibile in fin dei conti, perchè non solo non si fa conquistare da Eric se non fisicamente, ma combatte questo suo amante anche da un punto di vista ideologico, manifestando con decisione la sua simpatia per il fronte bolscevico.E per tutto il testo non si riesce a smettere di domandarsi: ma Sophie è il buono o il marcio?
Io ancora me lo chiedo, così come ancora mi domando come si faccia a scrivere così intensamente di un amore così effimero eppure così forte.La Yourcenar in questo è stata divina, con le sue descrizioni delicate e minuziose e con l’inserimento dell’evento tragico che conclude il tutto e che si comporta nei confronti della storia come un pietra scagliata in un vetro.
Questo libro parla di intimità, quella di Eric, quella di Sophie e infondo anche quella di Conrad che in tutta questa storia sembra essere sempre un passo indietro a tutti per intelligenza e coraggio e che anche se alla fine resta all’oscuro di quello che per mesi si era svolto sotto il suo naso è colui che rispecchia sicuramente gli stereotipi del personaggio più buono. Privati delle stesse cose, queste tre travagliate umanità finiscono con l’imboccare strade decisamente diverse che li porteranno purtroppo l’uno contro l’altro……..armati si, ma nonostante questo, sconfitti nel profondo.
Io sono stata sempre una persona normale e a tratti abbastanza anonima, non sono stata mai una di quelle che si battevano per qualcosa, non sono stata mai a capo di nulla, non ho mai ideato qualcosa, perchè sempre troppo spaventata all’idea che non potesse funzionare. Spesso sono stata tra quelli che con la testa poggiata sul palmo delle mani, sognava di essere un’altra persona, magari quella che le stava parlando di avventure mitiche e di imprese sensazionali per le quali aveva sacrificato tutto!
Ho sempre creduto negli ideali però e anche se mai nessuno è riuscito a rendersene conto ho portato avanti con coraggio e determinazione le mie piccole battaglie quotidiane, che spesso non sono riuscita a vincere.
Ho seguito con interesse molte delle fasi del G8 che si è svolto all’Aquila e anche se è da stupidi con il prosciutto sopra gli occhi ammettere una cosa del genere….io me ne sono interessata!
Ho visto quello che il nostro governo di destra ha fatto solo per tre giorni per un paese che per colpa di un terribile terremoto vive in modo atroce ormai da tre mesi, ho visto i volti più importanti del mondo guardare mucchi di macerie e non poter fare nulla, ho visto strette di mano storiche, ho visto il presidente americano in manica di camicia camminare tra normali cittadini, ho sentito chiacchiere , troppe……ho visto colori diversi e nazioni diverse assieme per un solo intento!!!
E anche se non mi sono mai battuta per nulla, ho capito da sola e benissimo che quello che hanno fatto oggi e nei tre giorni passati è comunque nulla in questo momento per quelle popolazioni che sicuramente non possono apprezzare fino in fondo gli sforzi fatti per risolvere i problemi del mondo intero , almeno non adesso. Non sono stata mai a capo di nulla, ma so che a capo del corteo di cui ho visto solo una parte alle spalle di una giornalista oggi su rai uno, non ci sarei voluta stare.
Oggi i problemi di quel popolo sono altri e scoprirsi il sedere in diretta alle spalle di una donna giornalista per manifestare in maniera pacifica non li risolve così come i grandi della terra non potranno risolverli..perchè oggi su rai uno alle 13 e 20 è andato in diretta uno degli spettacoli più schifosi che la nostra televisione potesse mostrarci…..io sono schifata da quello che ho visto!
Questo blog si è sempre guardato bene dal parlare di politica…io ne so poca e quindi non mi piace parlare di cose che non conosco, ma quella di oggi non era politica e neanche un modo pacifico per manifestare, era altro.
Credo che quelle tre persone…tre uomini, neanche ragazzini….dovrebbero solo vergognarsi, perchè per quanto si possa credere in qualcosa c’è sempre un minimo di pudore e dignità a cui è d’obbligo doversi attenere, e se il loro intento era quello di manifestare per qualcosa che gli è stato tolto o per la popolazione dell’ Aquila io dico loro che sono sulla strada sbagliata, perchè quelli che hanno manifestato veramente, quelli che vivono nelle tende da tre mesi, quelli che la tragedia l’hanno vissuta in prima persona, quelli che non hanno più nulla davvero……hanno fatto sentire la loro voce in silenzio, scrivendo una frase sull’erba che ha fatto il giro del mondo in tre giorni….e lo hanno fatto con dignità….senza far vedere il loro culo a nessuno…e con molto più pudore……di quei tre manifestanti di oggi!!!
Volete fare davvero qualcosa per loro…..tornatevene a casa,……lavorate…producete…il nostro è un paese in crisi……me ne sono resa conto anche io……che ho sempre solo sognato con la testa poggiata sul palmo delle mani!!!!

Ieri di Agota Kristof è il primo libro letto all’interno del Club del Libro “leggodunquesono”, è quindi un libro molto importante e che anche se non è stato uno dei migliori letti resterà per sempre a me molto caro!
Ieri è un libro che Marco Lodoli ha definito come:” Una lezione di stile, un grido assoluto che si solleva fin dove l’aria è fredda e trasparente e tutto si vede più chiaramente”.
Io dico che Ieri solleva tutti noi fin dove l’aria è fredda, porta il lettore nel passato di Tobias (il protagonista) che è arido e triste almeno quanto lo è il suo presente. E’ una storia la sua che attraversa l’esperienza di un omicidio, di un amore che delude, di un suicidio, di un’amicizia! Tutto è accompagnato da un buon modo di raccontare, che però molto spesso non ti sostiene abbastanza, perchè ti lascia troppo presto, prima ancora che tutti i tuoi dubbi si siano dissolti.
Tobias lascia il paese e la casa in cui è nato quando è ancora un ragazzo e soprattutto dopo aver accoltellato sua madre e l’uomo, (il suo amante!) che le giaceva sopra. Vive da quel momento una vita in silenzio, scrive, ama, lavora e respira senza che nessuno se ne accorga. L’unico elemento che fa da collegamento tra il suo ieri e il suo oggi è Line, questa donna che è stata sua amica da bambina e che diventa l’amore della sua vita, questa donna che è quasi immaginaria per quanto è evanescente.
La vita di Tobias però sa riservargli molte sorprese, alcune delle quali lui non è in grado di vedere e che finiscono per dissolversi come la stessa Line.
Ieri è un libro forte e intenso che sa essere dolce e amaro allo stesso tempo, che sa convincerti che se non sai cosa può essere il tuo futuro o almeno da dove cominciare per creartelo rischi di vivere nel passato per sempre, di vivere il tuo oggi come se fosse sempre….. ieri.
Grazie “narratore qualunque”……… chiunque tu sia!!!
Ieri mi è stato comunicato di non essere stata ammessa al corso di scrittura per cui avevo fatto domanda, oggi il prof. Domenico Scarpa mi ha detto perchè.
Non credevo potesse succedere, come tutte le stupide sognatrici non arrivavo a pensare che qualcuno un giorno potesse dirmi che non arrivo abbastanza all’orecchio (in senso letterario!), e invece per confermare che nella vita c’è sempre una prima volta, oggi qualcuno me lo ha detto.
Non è bello, non lo è davvero, specialmente quando ti stai affacciando da poco su un mondo che hai sempre venerato e temuto e per questo motivo tenuto lontano. A me piace scrivere, mi piace quando le parole mi escono spontaneamente come se fossero già scritte da qualche parte, mi piace come tutto diventa perfetto, mi piace come tutto nasca solo da una piccola emozione.
Non è bello sapere che a Novembre un laureato di Medicina (c’è ne uno fra gli ammessi!) frequenterà quel corso e io no, io che per anni ho vissuto nei miei libri e solo lì, io che quando avevo paura mi rifugiavo tra le pagine, io che mesi fa ho rotto un’ amicizia solo perchè questa persona mi aveva detto: tu ami leggere perchè i libri non possono risponderti!
Io ho difeso tutto questo, ma non ho avuto ciò che speravo……questo non è bello è solo molto triste!
Mi fa pensare che mia la passione è invisibile, che chi non guarda attentamente non la vedrà mai……per cui oggi penso solo di aver sbagliato tutto, ma domani farò anche di questo un elemento di forza, non lo so perchè, perchè ogni volta che mi avvicino tutto diventa più lontano……forse è solo narrato in qualche libro che io ancora non ho letto, oppure fa parte di un’emozione di cui io ancora non ho scritto!!!
Due giorni fa ho finito di leggere “Persuasione” di Jane Austen.
Bhe, continuo a pensare con sempre più convinzione che questa Austen è stata fraintesa, questa cosa ci accomuna, perchè mentre tutti con una foga quasi animalesca si fiondavano e si fiondano ancora su un testo come “Orgoglio e Pregiudizio” additandolo come il suo vero capolavoro, in realtà dimenticano e sottovalutano allo stesso tempo un testo come “Persuasione”.
Questo libro è fenomenale, sul serio, cioè io sono una lettrice che è arrivata neanche a metà di Orgoglio e Pregiudizio e lo ha mollato perchè letteralmente “si stava facendo due palle esagerate”, ma con questo qui è stato diverso, l’ho divorato e l’ho trovato sublime.
Ha avuto anche lui i suoi momenti lunghi e morti, ma del resto è sempre Jane Austen che scrive, per cui cose molto diverse non potevo aspettarmele, ma ha avuto i suoi bei momenti, molto più intensi e forti di tutte le opere precedenti. Ma non mi dilungo; la storia è più o meno la stessa di sempre: Anne è una donna che ha passato l’età del matrimonio e che per questo viene già considerata dal padre e dalle sorelle come una povera zitella che sta anche invecchiando e imbruttendosi velocemente, in realtà il cuore di Anne palpita da otto anni per un uomo, tale Frederick Wentworth, ufficiale di marina, che molti anni prima stava anche per sposare se non fosse stato per Lady Russel(sua intima amica!) che con l’appoggio del padre di Anne l’ aveva persuasa a rinunciare a lui perchè all’epoca non abbastanza facoltoso. Dopo otto anni Wentworth ritorna e tra loro la scintilla scoppia nuovamente e questa volta, dopo poche ma alquanto difficili peripezie (vista l’epoca!!) i due possono vivere felici il loro amore.
Questo testo ha una forza imponente che trascina e che poi risolve il tutto e che non è visibile, non subito almeno.L’ho trovato innovativo (per quanto un libro di Jane Austen possa esserlo fino ad un certo punto!) e Utile, soprattutto per capire quanto le seconde occasioni siano fondamentali nella vita. E poi è in assoluto un testo critico, è critico nei confronti della società inglese dell’epoca e soprattutto nei confronti dell’aristocrazia…..è Jane Austen al 100% ma è più reale più forte e più consapevole!!
Questa l’ho trovata commovente e quindi ve la lascio…..siamo praticamente alla fine del libro, quando i due si sono ormai confessati nuovamente il loro amore e sanno che questa volta nessuno persuaderà nessun altro a lasciar perdere, e Wentworth si lascia andare ad una considerazione:
“…E adesso provo anche una specie di pena, e per me è un sentimento nuovo. Ero abituato alla gratificazione di credermi meritevole di ogni mio successo. Ho dato valore alla mia esistenza grazie a fatiche onorevoli e giuste ricompense. Come altri grandi uomini in circostanze avverse” ,e aggiunse con un sorriso “devo sforzarmi di sottomettere la mia mente alla mia fortuna. Devo imparare a sopportare d’essere più felice di quanto merito”.
Per fortuna che amare è mettersi in gioco e il mettersi in gioco significa crescere e imparare e per fortuna che tutto questo c’era già nell’800…..altrimenti la Austen oggi non avrebbe potuto regalarci tutto questo!
Buona Lettura!
NB: Ieri sera questo blog è nato sotto nuove sembianze, è nato come punto di approdo di tutti coloro che amano leggere, parlarne e farlo davanti ad una tazza di tè e ad un muffin a cioccolato, da ieri “Leggodunquesono” è anche un club letterario…..e questa notizia la posiziono nel nota bene di questo post, perchè non voglio che sia lo sfogo di una povera pazza modesta,(anche perchè metterci il nome non significa nulla, sono le persone che hanno accettato di venirci, a renderlo speciale!) ma che sia semplicemente un modo per renderlo ancora più reale, perchè una volta scritta una cosa è per sempre….!!

“A un cerbiatto somiglia il mio amore” di David Grossman è il testo con cui con molta fatica……dopo mesi di silenzio torno alle mie recensioni. E’ un onore…….come lo è stato leggerlo….perchè se incappi come ho fatto io nell’ordine perfetto delle sua lettura allora è possibile credere che ci sia un qualcosa di misterioso che avvolge testi come questo….tomi di 800 pagine che si leggono con la facilità con cui si può leggere “Il piccolo principe” senza perdersi neanche un passaggio.
Questo libro è la storia dell’amore (mi piace dire che non sia la storia di nessun amore in particolare!!!)……quello che supera tutto, quello che quando si è ormai convinti che vincerà poi…… finisce per perdere!
E’ la storia di Orah, del suo amore per Avram, di quello per suo marito Ilan e soprattutto di quello per suo Figlio Ofer…….
Avram, Orah e Ilan si conoscono appena sedicenni durante la quarantena fatta in un ospedale militare nel periodo della guerra dei sei giorni……e tutta la prima parte di questo libro è solo un dialogo fra loro, un terreno creato per farti credere che il peggio sia ormai passato……..poi viene tutto il resto! L’oggi per Orah che intanto ha sposato Ilan……è quello di una donna che deve accettare che il figlio parta nuovamente per la guerra nonostante fosse ormai in congedo dalla leva……e così come se fosse solo un altro breve passaggio….comincia il viaggio….quello vero…..quello che per più di un mese anche io ho fatto, quello che mi ha fatto piangere e mi ha fatto ridere, quello che fa riflettere e non fa dormire!
Il viaggio che Orah doveva fare con Ofer….finisce per farlo con Avram…….per cercare di esorcizzare la possibilità di una telefonata terribile da cui lei sa di non poter scappare…la telefonata che tutte le madri hanno il terrore di ricevere….quella che annuncia che nonostante tutto il loro figlio non tornerà a casa. E così raggiunge Avram……lo convince , lo tira fuori dal suo mondo fatto di passato….un passato di torture, e dolore e lo porta con se. A questo punto…parlare del resto è impossibile……perchè significherebbe smembrare in maniera grossolana un lavoro delicato e minuzioso fatto da un grande scrittore!
Il viaggio diventerà la ricerca di una meta…..quella dolce e unica dell’essere genitori……diventerà la scoperta che quello che si credeva morto e sepolto in realtà è vivo, diventerà amore…….perchè in questo libro c’è tanto amore…….di quello puro che colpisce per quanto sembri invincibile…..un amore che è tanto forte quanto inutile…..molte volte, diventerà riflessione che diventerà speranza!!!!
Quando sono arrivata alla fine di questo libro……ho capito quanto mi sarebbe mancato, poi ho girato l’ultima pagina e ho capito perchè…..pochi autori lo fanno anche se è una cosa che io adoro….pochi si espongono fino a questo punto…..ma sono stra convinta che senza quella precisazione che chiude definitivamente il libro…..niente si sarebbe consolidato nella mia mente come poi è stato…nulla sarebbe riuscito a dissolvere anche gli ultimi dubbi…..perchè un autore è tale solo perchè ha vissuto la sua vita in un determinato modo……per cui se una volta letta l’ultima pagina ( e vi assicuro che non è assolutamente complicato arrivare fin lì!!!!!)…..e capito quello che c’era da capire vi verrà voglia di ritornare alla prima pagina……e con tristezza leggerete la dedica iniziale……sbadatamente trascurata all’inizio……non rimproveratevi di non aver capito prima…..ma rendetevi conto di aver appena fatto un viaggio nella vita reale, nella vita di qualcuno che ha tentato di esorcizzare quella che più temeva e suo malgrado……..non ci è riuscito!!!!!
Buona lettura a tutti…….buona lettura davvero…..!!!!!
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