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	<title>Leggo...dunque sono</title>
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	<description>Alessia's Blog</description>
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		<title>Si può chiamare felicità&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 15:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vedo... dunque sono!]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho pensato alla felicità&#8230; &#8230; è che oggi a Roma è proprio una giornata fantastica&#8230; c&#8217;è il sole! Sembra quasi che tutta l&#8217;acqua che ha inondato strade e case nei giorni scorsi sia semplicemente scivolata via, si sia asciugata e sparita. E ci sono dei giorni in cui basta questo. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho pensato alla felicità&#8230;</p>
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_0sfzrcOJXM?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_0sfzrcOJXM?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8230; è che oggi a Roma è proprio una giornata fantastica&#8230; c&#8217;è il sole! Sembra quasi che tutta l&#8217;acqua che ha inondato strade e case nei giorni scorsi sia semplicemente scivolata via, si sia asciugata e sparita. E ci sono dei giorni in cui basta questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ortica</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 10:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio mondo dentro i miei libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì, 25 ottobre (Primo giorno di inverno) Perché mai è così tragica la vita; così simile a una striscia di marciapiede che costeggia un abisso. Guardo giù; ho le vertigini; mi chiedo come farò ad arrivare alla fine. Ma perché mi sento così: ora lo dico non lo sento più. Il fuoco arde; stiamo andando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Lunedì, 25 ottobre (Primo giorno di inverno)</em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em>Perché mai è così tragica la vita; così simile a una striscia di marciapiede che costeggia un abisso. Guardo giù; ho le vertigini; mi chiedo come farò ad arrivare alla fine. Ma perché mi sento così: ora lo dico non lo sento più. Il fuoco arde; stiamo andando a sentire l&#8217;<em>Opera del mendicante</em>. Eppure è intorno a me; non riesco a chiudere gli occhi. È una sensazione d&#8217;impotenza; di non fare nessun effetto. Eccomi seduta qui a Richmond, e come una lanterna posta in mezzo a un campo la mia luce si leva nell&#8217;oscurità. La malinconia diminuisce mentre ne scrivo. Perché dunque non ne scrivo più spesso? Be&#8217;, la vanità lo impedisce. Voglio apparire una donna riuscita, anche ai miei stessi occhi. Eppure non riesco ad andare al fondo di questa faccenda. È il non aver bambini, vivere lontana dagli amici, non scrivere abbastanza bene, spendere troppo per il mangiare, invecchiare. Penso troppo ai come e ai perché, troppo a me stessa. Non mi va che il tempo mi svolazzi intorno battendo le ali. Bene, lavora, dunque. Sì, però mi stanco così presto di lavorare: posso leggere soltanto un poco, e un&#8217;ora di tavolino è già troppo. Quaggiù nessuno viene a trovarmi, ad ammazzare il tempo piacevolmente. E se lo fanno mi arrabbio. La fatica di andare a Londra è troppo grande. I ragazzi di Nessa crescono, e io non posso invitarli per il tè o portarli allo zoo. Il mio assegno per le piccole spese non consente molto. E tuttavia sono persuasa che queste siano inezie; è la vita stessa, penso talvolta, che per quelli della nostra generazione è così tragica; non un titolo di giornale senza il suo grido di agonia per qualcuno. Questo pomeriggio McSwiney e le violenze in Irlanda; oppure sarà lo sciopero. Infelicità dappertutto; appena oltre la soglia; o stupidaggine, che è peggio. Eppure non riesco a strapparmi quest&#8217;ortica da dentro. Riprendere a scrivere <em>La camera di Jacob </em>rianimerà le mie fibre, lo sento. Deve venire Evelyn; ma non mi piace quello che scrivo ora. E con tutto ciò, come sono felice; se non fosse per questa sensazione che sia solo una striscia di marciapiede che costeggia un abisso.</p>
<p style="text-align: left;">Virginia Woolf, <em>Diario di una scrittrice</em></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Siamo tornati</title>
		<link>http://www.leggodunquesono.net/2011/07/30/siamo-tornati/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 11:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vedo... dunque sono!]]></category>

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		<description><![CDATA[(Italo Calvino, Elio Vittorini, Giulio Einaudi e Guido Davico Bonino) Sono tornata&#8230;! Più carino (decisamente meraviglioso) il blog&#8230; più carini tutti!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-330" title="images" src="http://www.leggodunquesono.net/wp-content/uploads/2011/07/images.jpg" alt="" width="279" height="181" /></p>
<p>(Italo Calvino, Elio Vittorini, Giulio Einaudi e Guido Davico Bonino)</p>
<p>Sono tornata&#8230;! Più carino (decisamente meraviglioso) il blog&#8230; più carini tutti!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando l&#8217;editoria non era solo far libri</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 10:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli scrittori rispondono!]]></category>
		<category><![CDATA[Una frase al giorno (non tutti i giorni!)]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma voglio dire di un&#8217;altra precipua dote di Giulio Bollati. in base alla quale egli mi fu maestro di comportamento: l&#8217;attenzione e il rispetto degli altri. [...] Bollati mi insegnò, più con l&#8217;esempio che a parole, a guardare gli altri: nel senso proprio di osservarli dentro, esaminandone gli atteggiamenti e vagliandone le reazioni, per meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma voglio dire di un&#8217;altra precipua dote di Giulio Bollati. in base alla quale egli mi fu maestro di comportamento: l&#8217;attenzione e il rispetto degli altri. [...] Bollati mi insegnò, più con l&#8217;esempio che a parole, a <em>guardare gli altri:</em> nel senso proprio di osservarli dentro, esaminandone gli atteggiamenti e vagliandone le reazioni, per meglio adattare le mie alle loro. E poi mi esortò, ma sempre nei fatti, a una maggiore discrezione nel loro confronti. Per lui il riguardo che si doveva ai nostri simili era la prova , prim&#8217; ancora  che di buona educazione, di un vero e proprio discernimento. Tollerava male gli intemperanti. Uno degli aggettivi che aveva per lui la connotazione più negativa era &#8220;distratto&#8221;. che voleva dire disattento agli altri, dimentico dei loro valori: in prima istanza, della loro dignità.</p>
<p>Guido Davico Bonino, <em>Alfabeto einaudi</em></p>
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		<title>Ogni cosa per amore</title>
		<link>http://www.leggodunquesono.net/2011/03/12/ogni-cosa-per-amore/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 18:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo delle dediche... sui libri degli altri!!!]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Michaele Mia moglie. il mio amore, la mia vita: l&#8217;unica. Ogni cosa è per te. in &#8220;Un uomo a pezzi&#8221; di Michael Thomas]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Michaele<br />
Mia moglie. il mio amore, la mia vita: l&#8217;unica.<br />
Ogni cosa è per te.</p>
<p>in &#8220;Un uomo a pezzi&#8221; di Michael Thomas</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nulla cambia, è solo un alternarsi di bianchi e neri.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 12:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un tarlo fra i pensieri!]]></category>
		<category><![CDATA[Una frase al giorno (non tutti i giorni!)]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un&#8217;altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l&#8217;opposto: finalmente mi capita un&#8217;avventura e se m&#8217;interrogo vedo che mi capita e che sono io che sono qui; sono io che fendo la notte, sono felice come un eroe di romanzo. Sta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un&#8217;altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l&#8217;opposto: finalmente mi capita un&#8217;avventura e se m&#8217;interrogo vedo <em>che mi capita e che sono io che sono qui</em>; sono <em>io </em>che fendo la notte, sono felice come un eroe di romanzo.<br />
Sta per accadere qualcosa: nell&#8217;ombra di via Basse-la-Vieille qualcosa m&#8217;attende: laggiù, proprio all&#8217;angolo di quella via calma, comincerà la mia vita. Mi vedo avanzare con una sensazione di fatalità. All&#8217;angolo della via c&#8217;è una specie di paracarro bianco. Di lontano sembra perfettamente nero, e ad ogni passo tende un po&#8217; più al bianco. Questo corpo oscuro che schiarisce a poco a poco mi fa un&#8217;impressione straordinaria: quando sarà completamente chiaro, completamente bianco, mi fermerò, proprio vicino ad esso, e allora comincerà l&#8217;avventura. Ora è così vicino, questo faro bianco che esce dall&#8217;ombra, che ho quasi paura: per un istante penso di tornare sui miei passi. Ma non è possibile rompere l&#8217;incanto. Avanzo, stendo la mano, tocco il paracarro.</p>
<p>Jean-Paul Sartre, <em>La nausea</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lentamente muore (ovvero Pazienza vs Abitudine)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 08:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo sì... questo no...]]></category>

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		<description><![CDATA[Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle &#8220;i&#8221; piuttosto che un insieme di emozioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<tr>
<td align="left" valign="top">Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,<br />
chi non cambia la marcia,<br />
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,<br />
chi non parla a chi non conosce.<br />
Muore lentamente chi evita una passione,<br />
chi preferisce il nero su bianco<br />
e i puntini sulle &#8220;i&#8221; piuttosto che un insieme di emozioni,<br />
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che<br />
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all&#8217;errore e ai sentimenti.<br />
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,<br />
chi è infelice sul lavoro,<br />
chi non rischia la certezza per l&#8217;incertezza per inseguire un sogno,<br />
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai<br />
consigli sensati.<br />
Lentamente muore chi non viaggia,<br />
chi non legge,<br />
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.<br />
Muore lentamente chi distrugge l&#8217;amor proprio, chi non si lascia aiutare;<br />
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.<br />
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.<br />
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.<br />
Soltanto l&#8217;ardente pazienza porterà al raggiungimento di una<br />
splendida felicità.</p>
<p><span style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Tahoma, Verdana, sans-serif; font-size: 13px;"><em>Martha Medeiros (spesso falsamente attribuita a </em>P. Neruda.) Grazie ad Angela per il gentile contributo.</span></td>
</tr>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>More than words vs Heavy metal: il Punto di vista.</title>
		<link>http://www.leggodunquesono.net/2010/09/12/more-than-words-vs-evi-metal-il-punto-di-vista/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 20:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo sì... questo no...]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscete gli Extreme? Ovvio&#8230; chi non li conosce?&#8230; Io! Tali Extreme fanno heavy metal, di quello serio&#8230; crudo, nero e a mio avviso odioso&#8230; però, c&#8217;è un però, un bel giorno hanno pensato bene di scrivere questa More than words ed entrare nelle mie corde! La canzone in questione è come tutte le canzoni lente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscete gli Extreme?<br />
Ovvio&#8230; chi non li conosce?&#8230; Io!</p>
<p>Tali Extreme fanno heavy metal, di quello serio&#8230; crudo, nero e a mio avviso odioso&#8230; però, c&#8217;è un però, un bel giorno hanno pensato bene di scrivere questa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UrIiLvg58SY">More than word</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UrIiLvg58SY">s</a> ed entrare nelle mie corde! La canzone in questione è come tutte le canzoni lente e romantiche cantate da chi ha sempre e solo urlato metal: è stupendamente dolce e per nulla banale!!</p>
<p>More than words è l&#8217;altro punto di vista&#8230; quello che nessuno guarda, quello che nessuno vuole mostrare&#8230; quello spesso molto più interessante degli altri! Il &#8220;Punto di vista&#8221;, quello con la P maiuscola&#8230;<br />
Spesso questo punto di vista alternativo è problematico è corrotto e dannoso; non puoi vederlo se ci sei dentro, puoi vederlo solo se riesci a vedere il tutto con un minimo di occhio critico e con una prospettiva esterna&#8230; poi, puoi anche affogarci dentro, ma almeno sarai riuscita a vederlo e non c&#8217;è nulla di più bello.<br />
A me piace molto il punto di vista alternativo, delle volte più di quello canonico (che, attenzione, è fondamentale!)&#8230; solo perché è come riuscire a vedere l&#8217;oltre che c&#8217;è in ognuno di noi&#8230; !</p>
<p>Mi sono trovata spesso a parlare con persone che credevano di conoscermi e che invece di me non sapevano nulla se non quello che io avevo deciso di mostrare&#8230; poi un giorno ho incontrato qualcuno (numerosi oggi, devo dirlo!) che ha visto oltre e che cambiando la sua prospettiva ha cambiato anche la mia. Il beneficio del dubbio ricambia i più audaci con molta gratitudine e delle volte anche con qualche schiaffo&#8230; ma quella gratitudine è preziosa&#8230;e rara.</p>
<p>More than words è armonica, è acustica&#8230; ed è delicata&#8230; ma viene dalle stesse mani di chi ha cantato e continua a cantare e suonare heavy metal&#8230; ma è unica, non c&#8217;è un&#8217;altra More than words. La scrivi solo una volta una canzone come quella&#8230; perché altrimenti rischieresti di perdere credibilità&#8230;.Dopo si torna al metal&#8230; e i più fortunati la sentiranno per caso senza immaginare neanche di chi sia&#8230; Poi un giorno scopriranno la verità&#8230; rideranno&#8230; e la ascolteranno per sempre&#8230;!!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ebook vs Libro</title>
		<link>http://www.leggodunquesono.net/2010/09/06/ebook-vs-libro/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo sì... questo no...]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa estate se ne è parlato davvero tanto; giornali, tv, internet ovunque era possibile trovare pareri e consigli sul difficile rapporto tra i vari ebook (IPad in testa!) e i libri, i vecchi cari libri cartacei. Perché? Perché così come ad un certo punto sono spariti i caselli autostradali e i casellanti (sostituiti da macchine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate se ne è parlato davvero tanto; giornali, tv, internet ovunque era possibile trovare pareri e consigli sul difficile rapporto tra i vari ebook (IPad in testa!) e i libri, i vecchi cari libri cartacei. Perché?</p>
<p>Perché così come ad un certo punto sono spariti i caselli autostradali e i casellanti (sostituiti da macchine sputa biglietti e soldi!), così come ad un certo punto le persone hanno pensato bene di non uscire più per comprare i giornali, barattando una passeggiata e le dita nere con la comodità di poter leggere più quotidiani a costo quasi zero semplicemente accendendo il proprio pc, così come ad un tratto nessuno più ha sentito il bisogno di comprare e spedire cartoline (anche questa è una notizia sconcertante proprio di questa estate!), così improvvisamente si è pensato bene di poter sostituire i libri con un dispositivo tecnologico. L&#8217;ebook ti permette di avere tutta la tua libreria in pdf in borsa, in spiaggia, in viaggio&#8230; ovunque. Sì, ok&#8230; ma i libri?<br />
Quelli fatti con la carta riciclata, quelli che profumano di nuovo, quelli che ti pesano sullo stomaco quando sei in spiaggia, quelli che si possono rompere o sporcare e accumulano polvere nelle librerie, ecco, quelli&#8230; che fine hanno fatto? O meglio, che fine faranno?</p>
<p>Umberto Eco&#8230; mi consola. In un recente articolo sull&#8217;Espresso (&#8220;Un requiem lunghissimo&#8221;, Espresso, 12 agosto 2010) infatti Eco appare fiducioso (e io voglio credergli, devo credergli)&#8230; secondo lui:</p>
<p>&#8220;Sostenere un lungo avvenire per il libro non significa negare che certi testi di consultazione siano più comodi da trasportare su una tavoletta, che un presbite possa leggere meglio un giornale su un supporto elettronico dove può amplificare il corpo tipografico a piacere, che i nostri ragazzi possano evitare di inrachitirsi portando chili di carta nello zainetto. E neppure si vuole sostenere a ogni costo che per leggere Guerra e Pace sotto l&#8217;ombrellone sia più comoda la forma-libro; io ne sono convinto, ma i gusti sono gusti, e auguro solo a chi ha gusti diversi di non incappare in una giornata di blackout&#8221;.</p>
<p>E sì, perché il problema è questo&#8230;l&#8217; ebook ha bisogno di energia elettrica non dimentichiamolo e sotto l&#8217;ombrellone non c&#8217;è corrente e poi vogliamo mettere la freddezza di una &#8220;tavoletta&#8221; illuminata con lo sfogliare un bel &#8220;libro fresco e odoroso&#8221; (cit. Eco). Secondo Eco il confronto non regge&#8230; e in più i libri resistono più delle varie tecnologie.</p>
<p>L&#8217;ebook provocherebbe la scomparsa di una serie infinita di cose meravigliose, prime fra tutte le librerie. L&#8217;editoria perderebbe una serie infinita di addetti ai lavori e i libri (quei pochi cartacei rimasti sul mercato!) diventerebbero pezzi pregiati e proibitivi acquistabili solo da persone che non leggono mai. Io resterò disoccupata a vita&#8230; ovvio!!</p>
<p>Preferisco pensare che Eco abbia ragione quando afferma che nel corso dei secoli nessun nuovo mezzo ha mai sostituito totalmente quello precedente. Speriamo sia così anche con l&#8217;ebook. La lettura si dividerà tra schermo e carta e io avrò ancora una libreria, tanta polvere, la mia carta profumata e&#8230; un lavoro, forse.<br />
Nel frattempo che il tutto si compia e ogni &#8220;buon&#8221; lettore scelga il suo posto nello schieramento&#8230; mi piace pensare che infondo dell&#8217; ebook non avevamo tutto questo bisogno, soprattutto visto che per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ool3vdgLYdI">alcuni</a> il libro cartaceo è l&#8217;opera tecnologica per eccellenze che che ne dica Steve Jobs&#8230;!!</p>
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		<title>Scrittrice vs Ballerina (ovvero quando cominciò la ricerca della categoria madre)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo sì... questo no...]]></category>

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		<description><![CDATA[Iniziamo? Oggi voglio dare il via a un nuovo progetto&#8230; capire cosa mi piace e cosa no, cosa voglio essere e cosa no, dove voglio andare e dove no&#8230;!! Ho sempre pensato che nella vita bisogna saper fare tante cose, perché un bel giorno la &#8220;tua&#8221; strada ti volta le spalle e ti resta solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo?</p>
<p>Oggi voglio dare il via a un nuovo progetto&#8230; capire cosa mi piace e cosa no, cosa voglio essere e cosa no, dove voglio andare e dove no&#8230;!!<br />
Ho sempre pensato che nella vita bisogna saper fare tante cose, perché un bel giorno la &#8220;tua&#8221; strada ti volta le spalle e ti resta solo un pugno di mosche tra le mani. Se la tua categoria madre ti molla&#8230; ci sono le categorie figlie che ti aspettano, ma se non sai quali sono non puoi certo andare avanti. Io non ho una categoria madre (cosa abbastanza grave) ma solo una svariata schiera di categorie figlie un po&#8217; orfane e un po&#8217; stronze&#8230;</p>
<p>Oggi, voglio fare la scrittrice e sicuramente non la ballerina.<br />
Scrivere mi fa sorridere, mi rende felice, mi emoziona, mi spaventa&#8230; provoca tante cose&#8230;! Io scrivo perché ho bisogno di dire alcune cose, perché sono &#8220;testarda e sentimentale&#8221; (cit.), perché mi sento diversa dagli altri&#8230; perché ormai sono convinta che qualcuno usi i miei occhi per guardare il mondo (ma non è Dio questo è certo!!), scrivo perché per me il mattino non ha l&#8217;oro in bocca e solo &#8220;pieno di luce&#8221; (cit.). Scrivo perché è bello scrivere più che piroettare&#8230; scrivo perché mi piace quanto piace agli altri&#8230; e non ballo perché negli spogliatoi c&#8217;è sempre puzza di piedi. Quest&#8217;anno ho scritto tanto, perché la cosa più bella che mi è successa è legata alla scrittura. Una ballerina sente la sensazione scivolosa del parquet sotto i piedi tutto il giorno, io no&#8230; io continuo a sentire una sola cosa da mesi e il fatto che non riesca a rimuoverla significa che è importante&#8230; le cose vere e importanti sono quelle che restano le altre svaniscono. Una ballerina sa sempre quando entrare in scena, io per esempio non lo so mai&#8230; quindi non sono una ballerina. Non so stare in pubblico&#8230; mi emoziono troppo&#8230; fisso il pavimento e divento rossa. Ho la rabbia giusta che deve sempre avere uno scrittore e la drammaticità giusta per trasformare questa rabbia in qualcosa di utile. Mi piacciono le scadenze, ma ho sempre odiato gareggiare per qualcosa&#8230; la cosa più bella che ho vinto, ufficialmente non l&#8217;ho vinta&#8230;! Odio quando qualcuno mi chiede di spiegare qualcosa che trovo ovvio&#8230; non sono una brava insegnante, ma mi piace condividere le cose. La scrittura mi aiuta a condividere me stessa con gli altri, le persone che mi leggono sanno come sono fatta&#8230; un po&#8217;&#8230; qualcuno che non mi ha conosciuto prima della scrittura, ha cercato di capire chi fossi dopo aver letto qualcosa di mio. Però adoro le scarpette di raso con la punta quadrata delle ballerine&#8230; anche se non saprei come usarle e soprattutto non potrei mai metterci della carne dentro&#8230; adoro i tutù rosa&#8230; quelli che stanno belli dritti dritti e che non si muovono mai&#8230; adoro le pettinature delle ballerine ma non potrei mai pettinarmi così, mi riderebbero tutti in faccia&#8230; (ho orecchie non proprio da ballerina!).</p>
<p>Oggi voglio essere scrittrice perché è come piroettare nella letteratura&#8230; tipo segnalibro ed è molto più bello che piroettare nell&#8217;aria con una fetta di carne tra le dita dei piedi e un tutù che fa da vela&#8230;</p>
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