Leggo…dunque sono

Alessia’s Blog

Ieri ho spaccato una ciotola a mia mamma…l’ho afferrata e buttata per terra perché volevo farle male…perché non riuscivo a parlare con lei, perché non mi ascoltava…perché non riuscivo a farle capire nulla.

Avevo provato il mio discorso, avevo bene in mente quello che volevo dire…nella mia testa era tutto allineato, tutto perfetto…poi invece di parlare ho spaccato qualcosa. Qualcuno una volta mi ha detto che io ho problemi di comunicazione, alla base di tutto il problema è che io non riesco a comunicare. Quando non comunico io scrivo, tante cose, belle, brutte e che mandano un “grido” delle volte… che pochi riescono a sentire. Sono successe tante cose nell’ultimo mese, ma proprio tante… cose che mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto piangere, urlare, soffrire e spaccare cose. Dovrei smettere di pensare che gli altri siano in grado di leggere dentro di me e avere paura di quelli che ci riescono, perché per loro poi finisco per perdere la testa e tutto il resto. Oggi vorrei tornare al tempo in cui ero riuscita a ricucire lo strappo, perché ieri ho riaperto quello strappo…fra 7 giorni compirò 25 anni e invece di fare passi avanti… cammino a gambero verso i 15…

Devo riportare una serie di persone allo stadio iniziale, devo lavorare su me stessa, devo scrivere, devo smetterla di piangere e lamentarmi, devo ridere perché mi serve per illudere me stessa e gli altri, devo recuperare le vittime del terremoto che ho provocato… ho imparato ad essere diretta… a caro prezzo, ma almeno adesso so che posso esserlo… devo smetterla di spaccare cose, nascondere quello che si è rotto dentro di me e ricominciare da lì… devo ricomprare quella ciotola e ricostruirla pezzo per pezzo!!

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Luglio 2010

I

Dirò: sei morta?
con una vita di ventiquattr’ore!
Troppa amarezza
in questo scherzo del creatore.
Riesco con sforzo
a pronunciare “vita”
nell’unità di data
di nascita e di consunzione
fra le mie dita:
mi confonde obbligare
una di queste grandezze
nello spazio di un giorno.

II

Perché i giorni per noi
sono nulla. Un vuoto
zero, nulla. Non puoi
appuntarteli al muro e agli occhi
renderli commestibili:
sul bianco sfondo
non possedendo corpo
sono invisibili.
Come te sono i giorni,
e quale peso poi
rimpicciolito dieci volte
può avere un giorno?

III

Dirò: tu non esisti?
Ma cosa mai allora
di simile in te sente
la mia mano? e quei colori
d’inesistenza non son frutto.
E chi ha suggerito
quelle tue tinte?
Io non avrei la forza,
io, grumo borbottante
di parole al colore estranee,
di immaginare questa
tua tavolozza.

IV

Sulle tue ali piccole
pupille e ciglia
- o belle donne e uccelli -
o ritratto volante,
dimmi, di quali volti
questi sono frammenti?
E la tua nature morte
di quali particelle,
di quali briciole è fatta:
di cose, frutti?
o magari di pesci
un disteso trofeo?

V

Forse tu sei paesaggio;
attraverso una lente
scopro un gruppo di ninfe
e una danza e una spiaggia.
E fa chiaro laggiù come qui?
oppure è cupo come
di notte? e quale astro
percorre, di’,
quella volta celeste?
Quali figure
in quel paesaggio? e, dimmi, è copia
di quale vero?

VI

Penso che tu
sia questo e quello:
di volto, oggetto, stella
tu rechi i tratti.
Quell’orafo chi fu
che cesellò di fino
senza aggrottare i sopraccigli
sulle ali quel mondo
che ci stringe, che impazzire ci fa,
quel mondo dove tu
sei l’idea della cosa
e noi la cosa stessa?

VII

Dimmi, perché quel vago
ricamo ti fu dato in dono
soltanto per un giorno
nel paese dei laghi,
le cui specchianti superfici
conservano lo spazio? A te invece
questa breve esistenza
riduce la speranza
di finir dentro una retina
di tremolare in mano, di sedurre
al momento della cattura
l’occhio del cacciatore.

VIII

Non mi risponderai,
e non per timidezza
o per ostilità
nei miei confronti
e non perché sei morta.
Viva, morta… ma
a tutte le creature del Signore
in segno di affinità
per conversare, per cantare
la voce è data in dono:
per prolungare l’attimo,
ed il minuto, il giorno.

IX

E invece tu,
tu non hai questo pegno.
A rigore però
così è meglio:
meglio che con i cieli
essere in debito.
Non affliggerti, se
la tua vita, il tuo peso
son privi di parola:
è un fardello anche il suono.
Sei più incarnale
del tempo tu, più muta.

X

Tu non arrivi a vivere
fino a provare la paura.
Più lieve della polvere
vortichi su un’aiuola,
fuori dalla prigione
dove il passato e l’avvenire
ci chiudono e ci soffocano,
e per questa ragione
quando, in cerca di cibo, intorno
vai volando sul prato
anche l’aria d’un tratto
prende una forma.

XI

Così la penna va
sopra la carta liscia
di un quaderno, e non sa
come finisce
ogni sua riga,
dove si mescolano
saggezza ed idiozia
ma si fida dei moti della mano,
nelle cui dita batte la parola
del tutto muta,
senza togliere polline dai fiori,
ma facendo più lieve il cuore.

XII

Tanta bellezza
per così breve tempo,
spinge a una congettura
che fa storcer la bocca:
dire con più chiarezza
che il mondo per davvero
creato è senza scopo, o invece,
se scopo esiste mai,
non siamo noi.
Entomologo-amico, per la luce
non ci sono spilli
né per il buio.

XIII

Ti dirò “Addio”?
e addio al giorno che si compie?
a certi uomini la tigna dell’oblio
il senno corrompe;
ma bada, è tutta
colpa del fatto
che hanno dietro le spalle
non giorni a letto in due
non sonni fondi
o sogni folli,
non il passato, ma nubi
di tue sorelle!

XIV

Sei migliore del Nulla.
O meglio: sei più prossima,
sei più visibile.
Di dentro, ad esso
del tutto simile.
Nel volo tuo
il Nulla acquista carne;
nel quotidiano strepito
ecco perché
uno sguardo tu meriti:
sei la barriera lieve
fra il Nulla e me.

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Luglio 2010

Vorrei avere il tempo e i soldi per potermene stare a riflettere sulla settimana appena trascorsa, ma non ho il tempo e soprattutto i soldi per farlo. Vorrei poter tornare in dietro nel tempo e ricominciare e una volta finito, ricominciare ancora, ma non ho una macchina del tempo. Vorrei analizzare me e la mia scrittura per ore e pensare di poterlo fare per sempre, ma non posso.

Sono tornata dalla Fattoria degli scrittori e sono tornata nel mio mondo, che mi ha sorriso comunque, nonostante tutto. La Fattoria è stata un’esperienza meravigliosa… io la consiglierei a tutti, anche a chi non ha mai scritto nemmeno il proprio nome su un foglio, perchè per me è stato come fare un viaggio dentro la mia mente. Ho trovato persone squisite, tutor fantastici e molti amici. Ho trovato me stessa, che forse si era un po’ persa, non so dove…!!!

La Fattoria è stata 13 persone in un luogo ameno, svariati animali e una padrona di casa (Luisa) spettacolare, è stata sensazioni, amori, letture, risate e bruschette. C’eravamo solo noi, il sole, e la scrittura… poi però c’è stato Carver, molto Carver, Wallace, Borges, e tutti gli altri. Ci sono stati gli insetti (molti!) e i segni che mi hanno lasciato sul collo, le crostate, le torte alla crema, i cannoli bianchi e neri, le verdure alla griglia e i fichi prima del limoncello. Ci sono state le tedesche, i gossip, le lacrime e gli elefanti sullo stomaco oltre che quelli bianchi come nuvole. C’è stata Virginia (quanto mi manchi!!!) e ci sono stati Paolo, Leonardo e Marco. C’è stato il post it giallo. C’è stata un po’ di cattiveria a tratti, poi però c’è stata la Cervino e tutto è tornato come prima. Ci sono state delle penne… strane penne!

Ci sono stati gli ultimi 3 giorni, che per poco non morivo divorata dalla gastrite… c’è stata quell’albicocca amara, che poi tanto amara non era. C’è stato il pappagallo verde che diceva “mamma”. Ci sono state le poche ore di sonno, perchè anche se riuscivo a mettermi a letto l’adrenalina era troppa.

C’è stato tutto il resto che adesso emerge a tratti, come quell’odore, che non dimenticherò mai, che delle volte non mi faceva concentrare; come le lacrime, mannaccia a loro; come le passeggiate, lunghe ma utilissime, come quei colori, che colori, che mi piacevano proprio tanto; come Nicola, il mio amico di viaggio, come la televisione, i giornali e fb che non mi sono mancati affatto, come il sapore del Maalox e quello dei sali minerali.

“Sono una donna nuova!” adesso lo dico a tutti quelli che me lo chiedono, “mi sento una donna nuova!”. Il problema adesso è come far convivere questa donna nuova con quella vecchia. Adesso mi mancano anche gli insetti, adesso mi manca tutto.

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Giugno 2010

Eccolo qui……dopo un pò di tempo….”Gasparrino” torna fra noi!
Ripubblico il racconto scelto al concorso 8×8!!

Gasparrino

“A casa siamo in sei, mamma, papà, io, Raffaele, Rosaria e Gasparrino. Non ci stanno molti soldi; mamma sta in casa e papà lavora, ma abbiamo un giardino bello e con tanti alberi di arance. Nel giardino ci sono le galline e puzzano le galline, ma a me piacciono perché quando non ci stanno più papà va al mercato e compra i pulcini. Piccoli, ma così piccoli che per riscaldarli papà ci mette le lampade.
Delle volte hanno così tanto freddo che si mettono uno sopra l’altro e papà urla: “Gasparrì spustall spustall ca si nò morn”.
Gasparrino vuole bene a papà.
Una volta si era ammalato papà e quando erano arrivati i pulcini non li aveva visti così Gasparrino senza farsi vedere ne aveva nascosto uno nella giacca e lo aveva portato a casa da papà.
Io e Rosaria andiamo sempre nel giardino dopo la scuola, ci piace giocare alle tombe. Pigliamo la terra , quella morbida e nera e i fiori gialli, quelli piccoli piccoli che stanno sotto il muro del vicino, quelli che profumano come la zia Mariolina e giochiamo a sotterrare qualcuno. A casa mamma tiene sempre i vestiti neri, mio fratello, il Gaspare prima di questo è morto due mesi fa.
Poi quando ci scocciamo io e Rosaria andiamo a vedere le galline, ma puzzano, puzzano troppo e per questo viene sempre il vicino, quello basso basso, con le unghie pulite pulite , con il giardino che si ci mangia pure e sgrida papà e gli dice che chiama e’ gguardie e o fa chiur’, così dice, sempre così”.

Stamattina ho aperto una delle mie solite e-mail che si confondono fra quelle assillanti di Facebook, l’ho aperta perchè era diversa; ultimamente sono quelle che apro per prime, sono quelle che sembrano anonime, ma poi non lo sono per niente! Stamattina una di quelle e-mail mi annunciava che uno dei miei racconti, inviato un pò di tempo fa ad un concorso, era stato scelto!

Così il 6 aprile sono a Roma, vado a leggere in 8 minuti “Gasparrino”, il mio racconto più breve e più intenso! E se vinco vado alla finale al salone del libro di Torino! Oggi è proprio una bella giornata, oggi non riesco a smettere di ridere, oggi è diverso, oggi è più bello!!

Il racconto parla di mia mamma, dei miei zii e di pulcini gialli!!E la cosa più bella è che comunque vada, questa qui sarà una traccia incancellabile, mamma lo ha raccontato a me e io posso raccontarlo a molte persone diverse senza vergognarmene; non tutti hanno questa fortuna…..!! oggi mi sento anche così: fortunata!

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Marzo 2010

Quando immagino me stessa fra 10 anni vedo una stanza bianca, tanti libri, uno sgabello alto di legno scuro, sento la mia voce che legge qualcosa, il silenzio di molte persone che ascoltano e respirano piano, il cuore che mi pulsa nella gola e l’odore acre della carta riciclata dei libri, quella che ha tutte le sfumature del grigio e che al tatto è ruvida.

 Il mio sogno si tinge di malinconia quando i miei progetti per un motivo o per un altro vanno in fumo, vedo possibilità che se ne vanno, sento la certezza, quella che paralizza lo stomaco, che tutto questo non succederà mai.Non esiste un modo per afferrarlo, è un mondo fatto di essenza e come tale sfuggente, però è quello che più mi rende felice e mi soddisfa, è l’unica cosa che voglio essere perché è l’unica cosa che sono.

Chi non ha mai aperto un libro e  infilato il proprio naso dentro e ispirato a fondo, non lo sa che è come sentire l’odore della propria pelle.

Chi non ne ha mai guardato le pagine lucide in controluce, non lo sa che è come guardare una cosa perfetta.

Chi non li ha mai sentiti come li sento io non lo sa che i libri delle volte possono farti compagnia. 

 Lo scrivere è una maturazione, un primo passo verso coloro che credi ti abbiano dato tanto:i tuoi autori, che diventano parte di te.Io mi siedo per scrivere solo quando sento un certo languore allo stomaco, è lì quando meno me lo aspetto e mi aiuta ad alzarmi , a lasciare tutto quello che sto facendo….,.è un bisogno forte, è dipendenza…..!

Un libro quando lo leggi può commuoverti, può aiutarti a pensare….scrivere  invece può essere  distruzione delle volte, mi sfinisce perché è come se qualcuno afferrasse un po’ di me è cercasse di trascinarla via, scrivere di chi si ama è come morire….quel ricordo la scrittura te lo porta via e se ne appropria.

Però è la sensazione più vera e più intensa che esista…..perchè è creare….scrivere è proprio creare!

Creo qualcosa di mio ogni volta e creo qualcosa di unico che nessuno potrà mai modificare….e ne smusso gli angoli e l’aspetto ogni volta cambiando  accenti e punteggiatura.

 E poi delle volte la scrittura ti regala qualcosa di strano….quando pensi che in realtà siano solo parole, solo allora ti ferisce, perché solo allora ti regala il suo pregio più grande…..la gioia negli occhi di qualcuno. Quello che credevi essere solo un tuo sfogo personale diventa verità per altri. Ti guardano per cercare di capire come sia possibile che tu gli abbia letto dentro così intensamente….è per quello è solo per quello, quella gioia…..è la convinzione profonda…è il motivo per cui continuo a sognare e a vedermi fra 10 anni sempre e solo nello stesso posto.E quando la mia visione sbiadisce, e spesso succede….io penso solo a quella gioia, penso a lei intensamente e riesco a sentire l’odore acre delle pagine sempre più forte , sempre più intenso…..

 

Questa estate sta giungendo al termine e quello che mi resta non è poco.

Un cappello di paglia rosa, foto…..belle , fatte da chi mi ama……molte parole di quelle che non è possibile descrivere ma che non è neanche possibile dimenticare, una gran quantità di lentiggini, il ricordo della febbre a 38° il 15 Agosto, il piatto di spaghetti con le vongole lasciato da Lorenzo, molte risate, la festa del vino a Gete, il Cardamone, la pizza di Giggino,  un pò di rabbia (quella non la lascio mai a casa!) , sale, grissini, mezzo pacco di pasta……3 patate…..Joanne e Gianni…..nelle due serate che mi hanno fatto vivere con spontaneità e bontà, con affetto, con semplicità, grazie per avermi raccontato di voi….siete proprio speciali…..!!!

Kim…..grazie per avermi detto che la tua terra (la Nuova Zelanda!)vede il Sole per prima e grazie…. ora so come si dice Tiramisù in inglese…. sei “carinissima” anche tu.Un pò di mare….poco, ma quanto basta, l’ombra delle quattro e le migrazioni sulla spiaggia….il “purpitiello”….i miei piedi con lo smalto color big bubble,  la granita dal granitaro, la pizzetta del panificio Apicella…….”è proprio buona”, un pò di paura, paesaggi meravigliosi, un concerto all’alba…..durante il quale non mi sono addormentata….4 pietre bianche con macchie nere….la consapevolezza che  sulle spiagge non ci sono più i pezzi di vetro lavorati dal mare…..la plastica ci ha invasi….molte cene…..molto buone….due morsi di zanzara…..un paio di infradito, un bernoccolo molto doloroso sulla testa, un pò di malinconia….una domanda : ma Murakami cosa voleva dirmi????

Un bracciale con sonagli e tartarughine, un prendisole rosso, una marea di libri ancora da leggere, ma quelli ci sono sempre!!! La voglia di strappare un fiore da Villa Cimbrone e portarmelo a casa…..tanti progetti, la foto di un tavolo di Calligaris meraviglioso per casa nuova, un’ altra domanda: ma le formiche quando piove, cosa fanno?????

Il ricordo innescato dalla pulizia del bagno…..l’ anno scorso a quell’ora stavo facendo la stessa cosa, un pò di ricordi sparsi che fanno male al cuore, un pò di nostalgia, le canzoni dei Modena, l’idea di un viaggio…… un giro sul ciambellone di Cinzia, la sensazione della sabbia bianca e calda sotto i piedi, l’acqua fredda del fiumiciattolo, chiacchiere , chiacchiere, chiacchiere….di quelle che non stancano mai e fanno bene al cuore…..un aneddoto raccontato con dolcezza che mi ha fatto riempire gli occhi di lacrime  dietro gli occhiali da sole, la crema di caffè del lido di Renè…..una serie di belle e poco impegnative promesse……un pò di pelo di Luna sui piedi, un abbraccio particolare, i panzarotti di Laura, un timer……..a forma di uovo, pace e tante idee sotto un’abbronzatura che sta già sbiadendo!

…….Sotto il mio cappello di paglia rosa……la mia estate!

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Agosto 2009

Io sono stata sempre una persona normale e a tratti abbastanza anonima, non sono stata mai una di quelle che si battevano per qualcosa, non sono stata mai a capo di nulla, non ho mai ideato qualcosa, perchè sempre troppo spaventata all’idea che non potesse funzionare. Spesso sono stata tra quelli che con la testa poggiata sul palmo delle mani, sognava di essere un’altra persona, magari quella che  le stava parlando di avventure mitiche e di imprese sensazionali per le quali aveva sacrificato tutto!

Ho sempre creduto negli ideali però e anche se mai nessuno è riuscito a rendersene conto ho portato avanti con coraggio e determinazione le mie piccole battaglie quotidiane, che spesso non sono riuscita a vincere.

Ho seguito con interesse molte delle fasi del G8 che si è svolto all’Aquila e anche se è da stupidi con il prosciutto sopra gli occhi ammettere una cosa del genere….io me ne sono interessata! 

Ho visto quello che il nostro governo di destra ha fatto solo per tre giorni per un paese che per colpa di un terribile terremoto vive in modo atroce ormai da tre mesi, ho visto i volti più importanti del mondo guardare mucchi di macerie e non poter fare nulla, ho visto strette di mano storiche, ho visto il presidente americano in manica di camicia camminare tra normali cittadini, ho sentito chiacchiere , troppe……ho visto colori diversi  e nazioni diverse assieme per un solo intento!!!

E anche se non mi sono mai battuta per nulla, ho capito da sola e benissimo che quello che hanno fatto oggi e nei tre giorni passati è comunque nulla in questo momento per quelle popolazioni che sicuramente non possono apprezzare fino in fondo gli sforzi fatti per risolvere i problemi del mondo intero , almeno non adesso. Non sono stata mai a capo di nulla, ma so che a capo del corteo di cui ho visto solo una parte alle spalle di una giornalista oggi su rai uno, non ci sarei voluta stare.

Oggi i problemi di quel popolo sono altri e scoprirsi il sedere in diretta alle spalle di una donna giornalista per manifestare in maniera pacifica non li risolve così come i grandi della terra non potranno risolverli..perchè oggi su rai uno alle 13 e 20 è andato in diretta uno degli spettacoli più schifosi che la nostra televisione potesse mostrarci…..io sono schifata da quello che ho visto!

Questo blog si è sempre guardato bene dal parlare di politica…io ne so poca e quindi non mi piace parlare di cose che non conosco, ma quella di oggi non era politica e neanche un modo pacifico per manifestare, era altro.

Credo che quelle tre persone…tre uomini, neanche ragazzini….dovrebbero solo vergognarsi, perchè per quanto si  possa credere in qualcosa c’è sempre un minimo di pudore e dignità a cui è d’obbligo doversi attenere, e se il loro intento era quello di manifestare per qualcosa che gli è stato tolto o per la popolazione dell’ Aquila io dico loro che sono sulla strada sbagliata, perchè quelli che hanno manifestato veramente, quelli che vivono nelle tende da tre mesi, quelli che la tragedia l’hanno vissuta in prima persona, quelli che non hanno più nulla davvero……hanno fatto sentire la loro voce in silenzio, scrivendo una frase sull’erba che ha fatto il giro del mondo in tre giorni….e lo hanno fatto con dignità….senza far vedere il loro culo a nessuno…e con molto più pudore……di quei tre manifestanti di oggi!!!

Volete fare davvero qualcosa per loro…..tornatevene a casa,……lavorate…producete…il nostro è un paese in crisi……me ne sono resa conto anche io……che ho sempre solo sognato  con la testa poggiata sul palmo delle mani!!!!

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Luglio 2009

Ieri mi è stato comunicato di non essere stata ammessa al corso di scrittura per cui avevo fatto domanda, oggi il prof. Domenico Scarpa mi ha detto perchè.

Non credevo potesse succedere, come tutte le stupide sognatrici non arrivavo a pensare che qualcuno un giorno potesse dirmi che non arrivo abbastanza all’orecchio (in senso letterario!), e invece per confermare che nella vita c’è sempre una prima volta, oggi qualcuno me lo ha detto.

Non è bello, non lo è davvero, specialmente quando ti stai affacciando da poco su un mondo che hai sempre venerato e temuto e per questo motivo tenuto lontano. A me piace scrivere, mi piace quando le parole mi escono spontaneamente come se fossero già scritte da qualche parte, mi piace come tutto diventa perfetto, mi piace come tutto nasca solo da una piccola emozione.

Non è bello sapere  che a Novembre un laureato di Medicina (c’è ne uno fra gli ammessi!) frequenterà quel corso e io no, io che per anni ho vissuto nei miei libri e solo lì, io che quando avevo paura mi rifugiavo tra le pagine, io che mesi fa ho rotto un’ amicizia solo perchè questa persona mi aveva detto: tu ami leggere perchè i libri non possono risponderti!

Io ho difeso tutto questo, ma non ho avuto ciò che speravo……questo non è bello è solo  molto triste!

Mi fa pensare che mia la passione è invisibile, che chi non guarda attentamente non la vedrà mai……per cui oggi penso solo di aver sbagliato tutto, ma domani farò anche di questo un elemento di forza, non lo so perchè, perchè ogni volta che mi avvicino tutto diventa più lontano……forse è solo narrato in qualche libro che io ancora non ho letto, oppure fa parte di un’emozione di cui io ancora non ho scritto!!!

 

 

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Giugno 2009

Due giorni fa ho finito di leggere “Persuasione” di Jane Austen.

Bhe, continuo a pensare con sempre più convinzione che questa Austen è stata fraintesa, questa cosa ci accomuna, perchè mentre tutti con una foga quasi animalesca si fiondavano e si fiondano ancora su un testo come “Orgoglio e Pregiudizio” additandolo come il suo vero capolavoro, in realtà dimenticano e sottovalutano allo stesso tempo un testo come “Persuasione”.

Questo libro è fenomenale, sul serio, cioè io sono una lettrice che è arrivata neanche a metà di Orgoglio e Pregiudizio e lo ha mollato perchè letteralmente “si stava facendo due palle esagerate”, ma con questo qui è stato diverso, l’ho divorato e l’ho trovato sublime.

Ha avuto anche lui i suoi momenti lunghi e morti, ma del resto è sempre Jane Austen che scrive, per cui cose molto diverse non potevo aspettarmele, ma ha avuto i suoi bei momenti, molto più intensi e forti di tutte le opere precedenti. Ma non mi dilungo; la storia è più o meno la stessa di sempre: Anne è una donna che ha passato l’età del matrimonio e che per questo viene già considerata dal padre e dalle sorelle come una povera zitella che sta anche invecchiando e imbruttendosi velocemente, in realtà il cuore di Anne palpita da otto anni per un uomo, tale Frederick Wentworth, ufficiale di marina, che molti anni prima stava anche per sposare se non fosse stato per Lady Russel(sua intima amica!) che con l’appoggio del padre di Anne l’ aveva persuasa a rinunciare a lui perchè all’epoca non abbastanza facoltoso. Dopo otto anni Wentworth ritorna e tra loro la scintilla scoppia nuovamente e questa volta, dopo poche ma alquanto difficili peripezie (vista l’epoca!!) i due possono vivere felici il loro amore. 

Questo testo ha una forza imponente che trascina  e che poi risolve il tutto e che non è visibile, non subito almeno.L’ho trovato innovativo (per quanto un libro di Jane Austen possa esserlo fino ad un certo punto!) e Utile, soprattutto per capire quanto le seconde occasioni siano fondamentali nella vita. E poi è in assoluto un testo critico, è critico nei confronti della società inglese dell’epoca e soprattutto nei confronti dell’aristocrazia…..è Jane Austen al 100% ma è più reale più forte e più consapevole!!

Questa l’ho trovata commovente e quindi ve la lascio…..siamo praticamente alla fine del libro, quando i due si sono ormai confessati nuovamente il loro amore e sanno che questa volta nessuno persuaderà nessun altro a lasciar perdere, e Wentworth si lascia andare ad una considerazione:

“…E adesso provo anche una specie di pena, e per me è un sentimento nuovo. Ero abituato alla gratificazione di credermi meritevole di ogni mio successo. Ho dato valore alla mia esistenza grazie a fatiche onorevoli e giuste ricompense. Come altri grandi uomini in circostanze avverse” ,e aggiunse con un sorriso “devo sforzarmi di sottomettere la mia mente alla mia fortuna. Devo imparare a sopportare d’essere più felice di quanto merito”.

Per fortuna che amare è mettersi in gioco e il mettersi in gioco significa crescere e imparare e per fortuna che tutto questo c’era già nell’800…..altrimenti la Austen oggi non avrebbe potuto regalarci tutto questo! 

Buona Lettura!

NB: Ieri sera questo blog è nato sotto nuove sembianze, è nato come punto di approdo di tutti coloro che amano leggere, parlarne e farlo davanti ad una tazza di tè e ad un muffin a cioccolato, da ieri “Leggodunquesono” è anche un club letterario…..e questa notizia la posiziono nel nota bene di questo post, perchè non voglio che sia lo sfogo di una povera pazza modesta,(anche perchè metterci il nome non significa nulla, sono le persone che  hanno accettato di venirci, a renderlo speciale!) ma che sia semplicemente un modo per renderlo ancora più reale, perchè una volta scritta una cosa è per sempre….!!


 

 

 

alessia   Un tarlo fra i pensieri! Maggio 2009

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