Nulla cambia, è solo un alternarsi di bianchi e neri.
Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un’altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l’opposto: finalmente mi capita un’avventura e se m’interrogo vedo che mi capita e che sono io che sono qui; sono io che fendo la notte, sono felice come un eroe di romanzo.
Sta per accadere qualcosa: nell’ombra di via Basse-la-Vieille qualcosa m’attende: laggiù, proprio all’angolo di quella via calma, comincerà la mia vita. Mi vedo avanzare con una sensazione di fatalità. All’angolo della via c’è una specie di paracarro bianco. Di lontano sembra perfettamente nero, e ad ogni passo tende un po’ più al bianco. Questo corpo oscuro che schiarisce a poco a poco mi fa un’impressione straordinaria: quando sarà completamente chiaro, completamente bianco, mi fermerò, proprio vicino ad esso, e allora comincerà l’avventura. Ora è così vicino, questo faro bianco che esce dall’ombra, che ho quasi paura: per un istante penso di tornare sui miei passi. Ma non è possibile rompere l’incanto. Avanzo, stendo la mano, tocco il paracarro.
Jean-Paul Sartre, La nausea
