Ma che belle costruzioni vengono fuori!
Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? è forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c’è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi...
Pezzo per pezzo…
Ieri ho spaccato una ciotola a mia mamma…l’ho afferrata e buttata per terra perché volevo farle male…perché non riuscivo a parlare con lei, perché non mi ascoltava…perché non riuscivo a farle capire nulla. Avevo provato il mio discorso, avevo bene in mente quello che volevo dire…nella mia testa era tutto allineato, tutto perfetto…poi invece di parlare ho spaccato qualcosa. Qualcuno una volta mi ha detto che io ho problemi di comunicazione, alla base di tutto il problema è che io non riesco a comunicare. Quando non comunico io scrivo, tante cose, belle, brutte e che mandano un “grido” delle volte… che pochi riescono a sentire. Sono successe tante cose nell’ultimo mese, ma proprio tante… cose che...
“Farfalla” di Iosif Brodskij
I Dirò: sei morta? con una vita di ventiquattr’ore! Troppa amarezza in questo scherzo del creatore. Riesco con sforzo a pronunciare “vita” nell’unità di data di nascita e di consunzione fra le mie dita: mi confonde obbligare una di queste grandezze nello spazio di un giorno. II Perché i giorni per noi sono nulla. Un vuoto zero, nulla. Non puoi appuntarteli al muro e agli occhi renderli commestibili: sul bianco sfondo non possedendo corpo sono invisibili. Come te sono i giorni, e quale peso poi rimpicciolito dieci volte può avere un giorno? III Dirò: tu non esisti? Ma cosa mai allora di simile in te sente la mia mano? e quei colori d’inesistenza non son frutto. E chi ha suggerito quelle tue tinte? Io non avrei la forza, io, grumo borbottante di...
