“Il colpo di grazia” di Merguerite Yourcenar

Imbattermi in un testo come “Il colpo di grazia” di Marguerite Yourcenar è stata una delle esperienze più coinvolgenti di questo ultimo anno (decisamente alla faccia di tutti coloro che non credono che un libro possa essere una compagnia attiva!!), è stato veramente interessante leggerla e ancora di più è stato leggere questo testo che tra i tanti non è neanche il più famoso. Lo precedono in ordine di importanza sicuramente “Memorie di Adriano” e “L’ Opera al nero”; ma io come sempre mi faccio guidare dall’istinto e ho scelto questo prima di tutti gli altri, anche perchè scritto tra Capri e Sorrento!!

“Il colpo di grazia” ricompatta  decisamente il mio rapporto con le storie di guerra, perchè fondamentalmente rievoca un episodio di guerra civile avvenuto in Curlandia all’epoca dei putsch tedeschi contro il regime bolscevico , intorno al 1919-21.

E’ una storia vera raccontata all’autrice da un amico del protagonista principale e questo sicuramente aggiunge al tutto un grado di coinvolgimento notevole. In breve è la storia di Eric von Lhomond, aristocratico, che deluso dalla sconfitta della  Germania e dal crollo del mondo materiale e ideologico nel quale si era barricato decide di impegnarsi nella difesa del castello nel quale vive con il suo migliore amico Conrad de Ravel  e la sorella di questi, Sophie  e con un discreto numero di uomini e ufficiali vari! Tutto questo è solo la cornice di un dramma tutto interiore e psicologicamente raffinato che si svolge  lì dove ha sede l’amore e la passione più sfrenati  e le ideologie, quelle più vere.

Se tutto sembra prefigurare solo un noioso racconto di guerra e di sconfitta, ben presto si ci renderà conto che ad andare in scena è l’amore assurdo fra Eric e Sophie, fatto di passione, gelosie e tradimenti occasionali! Sophie rappresenta qualcosa di irraggiungibile in fin dei conti, perchè non solo non si fa conquistare da Eric se non fisicamente, ma combatte questo suo amante anche da un punto di vista ideologico, manifestando con decisione la sua simpatia per il fronte bolscevico.E per tutto il testo non si riesce a smettere di domandarsi: ma Sophie è il buono o il marcio?

Io ancora me lo chiedo, così come ancora mi domando come si faccia a scrivere così intensamente di un amore così effimero eppure così forte.La Yourcenar in questo è stata divina, con le sue descrizioni delicate e minuziose e con l’inserimento dell’evento tragico che conclude il tutto e che si comporta nei confronti della storia come un pietra scagliata in un vetro.

Questo libro parla di intimità, quella di Eric, quella di Sophie e infondo anche quella di Conrad che in tutta questa storia sembra essere sempre un passo indietro a tutti per intelligenza e coraggio e che anche se alla fine resta all’oscuro di quello che per mesi si era svolto sotto il suo naso è colui che rispecchia sicuramente gli stereotipi del personaggio più buono. Privati delle stesse cose, queste tre travagliate umanità finiscono con l’imboccare strade decisamente diverse che li porteranno purtroppo l’uno contro l’altro……..armati si, ma nonostante questo, sconfitti nel profondo.

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