“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano

Q

Quando ho cominciato a leggerlo ero convinta sul serio che mi sarebbe piaciuto molto, aveva la sua bella ed intensa  copertina, quei due occhi che ti fissavano tutto il santo giorno, aveva il suo scrittore, l'intraprendente Paolo Giordano, fisico e non scrittore, naturalmente aveva il suo prestigioso premio Strega 2008 e per finire aveva i suoi lettori, molti, e quasi del tutto entusiasti di questo ramanzo!

Ma, "La solitudine dei numeri primi" a me non è piaciuto!

Il mio giudizio , per quanti hanno letto il libro e per quanti mi conoscono, non è solo dettato dal suo finale e dal mio carattere tendente al famoso lieto fine....ma è solo frutto del fatto che reputo questo libro incompleto fino al midollo! 

La storia ormai la conosciamo un pò tutti. Due anime, due numeri primi, Mattia e Alice. Lui vive il trauma di aver perso sua sorella gemella in un parco, lei vive quello di essere caduta dagli sci e di avere praticamente una gamba paralizzata. Vivono la loro vita in balia delle onde, odiando e facendosi odiare dai propri genitori e non riuscendo assolutamente ad instaurare nessun tipo di legame duraturo se non l'uno con l'altro....due numeri primi però, vicini ma comunque destinati a non toccarsi mai.

E' veramente così? Questa è la prima domanda che mi sono posta, la prima di una lunga serie.

Il libro, scritto benissimo perchè molto descrittivo, ha un andamento identico per quasi tutta la prima parte ed è in  certi punti assolutamente triste, poi avvengono tutta una serie di svolte e quella , la più importante , che a mio avviso doveva essere la protagonista ma non lo è stata! Perchè? Perchè se quella era la cosa che in assoluto avrebbe salvato Mattia dalla sua angoscia e gli avrebbe restituito la Vita lei non ha voluto rivelarla?

Egoismo?La vita non è così, si è destinati a vivere sullo stesso pianeta e  a non incontrarsi mai.E allora perchè non poter godere di quelle rare occasioni in cui l'incontro è possibile e servito su un piatto d'argento?

Lì io mi sono commossa (tra l'altro ero in treno e la cosa è stata anche piuttosto difficile!), ero convinta che la mia profonda delusione nei confronti di questo libro si sarebbe risolta proprio in quel punto e al meglio come era già accaduto in passato, ma invece dopo la struggente descrizione di quella scena, (che continuo a non dire quale sia, perchè non ho nessuna intenzione di rovinarvi il tutto!!!) seguono tutta una serie di pagine senza senso dove tutto quello che riesce a venirti in mente è:"Noooooo, non farlo ti prego!Digli la verità".Ma se loro erano davvero tutto quello che non erano mai riusciti a trovare, perchè non aiutarsi?

Eppure Mattia lo avrebbe fatto, quella volta nel bagno, da piccoli, quel taglio l'avrebbe fatto davvero se lei avesse insistito di più e adesso che dovrebbe essere Alice ad aiutare lui, non lo fa?

Vive con il peso, di essere praticamente anoressica, di non avere una gamba , di non avere più un marito che l'amava sul serio, di odiare suo padre e si accolla l'ulteriore peso di sapere di poter aiutare Mattia ma di non avere la forza di farlo? Allora a questo si riferiva il mio perchè iniziale!Perchè vivere così? Ad un certo punto mi sono sul serio chiesta perchè non tenti il suicidio, però questo non avviene mai o forse semplicemnte il suo non vivere equivale ad un suicidio.

Ma poi? "........Sorrise verso il cielo terso. Con un pò di fatica, sapeva alzarsi da sola."

Lei ricomincia, lo fa dopo 304 pagine e ti da un pò di speranza, ma lui? Lui torna in America convinto che non ci sia altra soluzione possibile.Con il senno di poi ho anche sperato che Alice avesse preso quella decisione perchè sapeva che rivelare la scoperta poteva spingere Mattia ad una ricerca senza sosta e questo non sarebbe stato positivo ma è una risposta che in verità non mi ha convinta per nulla!!!

Quello che mi ha convinta sul serio è stato solo che non credo possibile che un ragazzo giovane e intelligente come il nostro scrittore abbia potuto tirare fuori dal  suo cappello questa storia e niente di meglio! Come se la realtà fosse questa. Ma persone come Alice e Mattia non esistono veramente......o almeno possono anche esistere ma ciò che le rende irreali in questo libro sono le loro reazioni e i loro sentimenti e questo basta per rendere assurdi loro stessi! 

1 Comment

  1. arturiano
    gen 12, 2009

    Probabilmente il trauma si è insediato su un carattere predisposto a riceverlo.

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