Si può chiamare felicità…
Oggi ho pensato alla felicità… … è che oggi a Roma è proprio una giornata fantastica… c’è il sole! Sembra quasi che tutta l’acqua che ha inondato strade e case nei giorni scorsi sia semplicemente scivolata via, si sia asciugata e sparita. E ci sono dei giorni in cui basta questo.
Ortica
Lunedì, 25 ottobre (Primo giorno di inverno) Perché mai è così tragica la vita; così simile a una striscia di marciapiede che costeggia un abisso. Guardo giù; ho le vertigini; mi chiedo come farò ad arrivare alla fine. Ma perché mi sento così: ora lo dico non lo sento più. Il fuoco arde; stiamo andando a sentire l’Opera del mendicante. Eppure è intorno a me; non riesco a chiudere gli occhi. È una sensazione d’impotenza; di non fare nessun effetto. Eccomi seduta qui a Richmond, e come una lanterna posta in mezzo a un campo la mia luce si leva nell’oscurità. La malinconia diminuisce mentre ne scrivo. Perché dunque non ne scrivo più spesso? Be’, la vanità lo impedisce. Voglio apparire una donna riuscita, anche ai miei stessi...
Siamo tornati
(Italo Calvino, Elio Vittorini, Giulio Einaudi e Guido Davico Bonino) Sono tornata…! Più carino (decisamente meraviglioso) il blog… più carini tutti!!
Quando l’editoria non era solo far libri
Ma voglio dire di un’altra precipua dote di Giulio Bollati. in base alla quale egli mi fu maestro di comportamento: l’attenzione e il rispetto degli altri. [...] Bollati mi insegnò, più con l’esempio che a parole, a guardare gli altri: nel senso proprio di osservarli dentro, esaminandone gli atteggiamenti e vagliandone le reazioni, per meglio adattare le mie alle loro. E poi mi esortò, ma sempre nei fatti, a una maggiore discrezione nel loro confronti. Per lui il riguardo che si doveva ai nostri simili era la prova , prim’ ancora che di buona educazione, di un vero e proprio discernimento. Tollerava male gli intemperanti. Uno degli aggettivi che aveva per lui la connotazione più negativa era “distratto”. che voleva dire...
Ogni cosa per amore
Per Michaele Mia moglie. il mio amore, la mia vita: l’unica. Ogni cosa è per te. in “Un uomo a pezzi” di Michael Thomas
Nulla cambia, è solo un alternarsi di bianchi e neri.
Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un’altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l’opposto: finalmente mi capita un’avventura e se m’interrogo vedo che mi capita e che sono io che sono qui; sono io che fendo la notte, sono felice come un eroe di romanzo. Sta per accadere qualcosa: nell’ombra di via Basse-la-Vieille qualcosa m’attende: laggiù, proprio all’angolo di quella via calma, comincerà la mia vita. Mi vedo avanzare con una sensazione di fatalità. All’angolo della via c’è una specie di paracarro bianco. Di lontano sembra perfettamente nero, e ad ogni passo tende un po’ più al bianco. Questo corpo oscuro che schiarisce a poco a poco mi fa...
Lentamente muore (ovvero Pazienza vs Abitudine)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non...
