Leggo…dunque sono
Alessia’s Blog
Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? è forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo.
Eppure, non c’è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto.
Ah, voi credete che si costruiscano soltanto le case? Io mi costruisco di continuo e vi costruisco, e voi fate altrettanto. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale dei nostri sentimenti e finché duri il cemento della nostra volontà. E perché credete che vi si raccomandi tanto la fermezza della volontà e la costanza dei sentimenti? Basta che quella vacilli un poco, e che questi si alterino d’un punto o cangino minimamente, e addio realtà nostra! Ci accorgiamo subito che non era altro che una nostra illusione.
Fermezza di volontà, dunque. Costanza nei sentimenti. Tenetevi forte, tenetevi forte per non dare di questi tuffi nel vuoto, per non andare incontro a queste ingrate sorprese.
Ma che belle costruzioni vengono fuori!
Uno, nessuno e centomila, L. Pirandello.
Ieri ho spaccato una ciotola a mia mamma…l’ho afferrata e buttata per terra perché volevo farle male…perché non riuscivo a parlare con lei, perché non mi ascoltava…perché non riuscivo a farle capire nulla.
Avevo provato il mio discorso, avevo bene in mente quello che volevo dire…nella mia testa era tutto allineato, tutto perfetto…poi invece di parlare ho spaccato qualcosa. Qualcuno una volta mi ha detto che io ho problemi di comunicazione, alla base di tutto il problema è che io non riesco a comunicare. Quando non comunico io scrivo, tante cose, belle, brutte e che mandano un “grido” delle volte… che pochi riescono a sentire. Sono successe tante cose nell’ultimo mese, ma proprio tante… cose che mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto piangere, urlare, soffrire e spaccare cose. Dovrei smettere di pensare che gli altri siano in grado di leggere dentro di me e avere paura di quelli che ci riescono, perché per loro poi finisco per perdere la testa e tutto il resto. Oggi vorrei tornare al tempo in cui ero riuscita a ricucire lo strappo, perché ieri ho riaperto quello strappo…fra 7 giorni compirò 25 anni e invece di fare passi avanti… cammino a gambero verso i 15…
Devo riportare una serie di persone allo stadio iniziale, devo lavorare su me stessa, devo scrivere, devo smetterla di piangere e lamentarmi, devo ridere perché mi serve per illudere me stessa e gli altri, devo recuperare le vittime del terremoto che ho provocato… ho imparato ad essere diretta… a caro prezzo, ma almeno adesso so che posso esserlo… devo smetterla di spaccare cose, nascondere quello che si è rotto dentro di me e ricominciare da lì… devo ricomprare quella ciotola e ricostruirla pezzo per pezzo!!
I
Dirò: sei morta?
con una vita di ventiquattr’ore!
Troppa amarezza
in questo scherzo del creatore.
Riesco con sforzo
a pronunciare “vita”
nell’unità di data
di nascita e di consunzione
fra le mie dita:
mi confonde obbligare
una di queste grandezze
nello spazio di un giorno.
II
Perché i giorni per noi
sono nulla. Un vuoto
zero, nulla. Non puoi
appuntarteli al muro e agli occhi
renderli commestibili:
sul bianco sfondo
non possedendo corpo
sono invisibili.
Come te sono i giorni,
e quale peso poi
rimpicciolito dieci volte
può avere un giorno?
III
Dirò: tu non esisti?
Ma cosa mai allora
di simile in te sente
la mia mano? e quei colori
d’inesistenza non son frutto.
E chi ha suggerito
quelle tue tinte?
Io non avrei la forza,
io, grumo borbottante
di parole al colore estranee,
di immaginare questa
tua tavolozza.
IV
Sulle tue ali piccole
pupille e ciglia
- o belle donne e uccelli -
o ritratto volante,
dimmi, di quali volti
questi sono frammenti?
E la tua nature morte
di quali particelle,
di quali briciole è fatta:
di cose, frutti?
o magari di pesci
un disteso trofeo?
V
Forse tu sei paesaggio;
attraverso una lente
scopro un gruppo di ninfe
e una danza e una spiaggia.
E fa chiaro laggiù come qui?
oppure è cupo come
di notte? e quale astro
percorre, di’,
quella volta celeste?
Quali figure
in quel paesaggio? e, dimmi, è copia
di quale vero?
VI
Penso che tu
sia questo e quello:
di volto, oggetto, stella
tu rechi i tratti.
Quell’orafo chi fu
che cesellò di fino
senza aggrottare i sopraccigli
sulle ali quel mondo
che ci stringe, che impazzire ci fa,
quel mondo dove tu
sei l’idea della cosa
e noi la cosa stessa?
VII
Dimmi, perché quel vago
ricamo ti fu dato in dono
soltanto per un giorno
nel paese dei laghi,
le cui specchianti superfici
conservano lo spazio? A te invece
questa breve esistenza
riduce la speranza
di finir dentro una retina
di tremolare in mano, di sedurre
al momento della cattura
l’occhio del cacciatore.
VIII
Non mi risponderai,
e non per timidezza
o per ostilità
nei miei confronti
e non perché sei morta.
Viva, morta… ma
a tutte le creature del Signore
in segno di affinità
per conversare, per cantare
la voce è data in dono:
per prolungare l’attimo,
ed il minuto, il giorno.
IX
E invece tu,
tu non hai questo pegno.
A rigore però
così è meglio:
meglio che con i cieli
essere in debito.
Non affliggerti, se
la tua vita, il tuo peso
son privi di parola:
è un fardello anche il suono.
Sei più incarnale
del tempo tu, più muta.
X
Tu non arrivi a vivere
fino a provare la paura.
Più lieve della polvere
vortichi su un’aiuola,
fuori dalla prigione
dove il passato e l’avvenire
ci chiudono e ci soffocano,
e per questa ragione
quando, in cerca di cibo, intorno
vai volando sul prato
anche l’aria d’un tratto
prende una forma.
XI
Così la penna va
sopra la carta liscia
di un quaderno, e non sa
come finisce
ogni sua riga,
dove si mescolano
saggezza ed idiozia
ma si fida dei moti della mano,
nelle cui dita batte la parola
del tutto muta,
senza togliere polline dai fiori,
ma facendo più lieve il cuore.
XII
Tanta bellezza
per così breve tempo,
spinge a una congettura
che fa storcer la bocca:
dire con più chiarezza
che il mondo per davvero
creato è senza scopo, o invece,
se scopo esiste mai,
non siamo noi.
Entomologo-amico, per la luce
non ci sono spilli
né per il buio.
XIII
Ti dirò “Addio”?
e addio al giorno che si compie?
a certi uomini la tigna dell’oblio
il senno corrompe;
ma bada, è tutta
colpa del fatto
che hanno dietro le spalle
non giorni a letto in due
non sonni fondi
o sogni folli,
non il passato, ma nubi
di tue sorelle!
XIV
Sei migliore del Nulla.
O meglio: sei più prossima,
sei più visibile.
Di dentro, ad esso
del tutto simile.
Nel volo tuo
il Nulla acquista carne;
nel quotidiano strepito
ecco perché
uno sguardo tu meriti:
sei la barriera lieve
fra il Nulla e me.
Vorrei avere il tempo e i soldi per potermene stare a riflettere sulla settimana appena trascorsa, ma non ho il tempo e soprattutto i soldi per farlo. Vorrei poter tornare in dietro nel tempo e ricominciare e una volta finito, ricominciare ancora, ma non ho una macchina del tempo. Vorrei analizzare me e la mia scrittura per ore e pensare di poterlo fare per sempre, ma non posso.
Sono tornata dalla Fattoria degli scrittori e sono tornata nel mio mondo, che mi ha sorriso comunque, nonostante tutto. La Fattoria è stata un’esperienza meravigliosa… io la consiglierei a tutti, anche a chi non ha mai scritto nemmeno il proprio nome su un foglio, perchè per me è stato come fare un viaggio dentro la mia mente. Ho trovato persone squisite, tutor fantastici e molti amici. Ho trovato me stessa, che forse si era un po’ persa, non so dove…!!!
La Fattoria è stata 13 persone in un luogo ameno, svariati animali e una padrona di casa (Luisa) spettacolare, è stata sensazioni, amori, letture, risate e bruschette. C’eravamo solo noi, il sole, e la scrittura… poi però c’è stato Carver, molto Carver, Wallace, Borges, e tutti gli altri. Ci sono stati gli insetti (molti!) e i segni che mi hanno lasciato sul collo, le crostate, le torte alla crema, i cannoli bianchi e neri, le verdure alla griglia e i fichi prima del limoncello. Ci sono state le tedesche, i gossip, le lacrime e gli elefanti sullo stomaco oltre che quelli bianchi come nuvole. C’è stata Virginia (quanto mi manchi!!!) e ci sono stati Paolo, Leonardo e Marco. C’è stato il post it giallo. C’è stata un po’ di cattiveria a tratti, poi però c’è stata la Cervino e tutto è tornato come prima. Ci sono state delle penne… strane penne!
Ci sono stati gli ultimi 3 giorni, che per poco non morivo divorata dalla gastrite… c’è stata quell’albicocca amara, che poi tanto amara non era. C’è stato il pappagallo verde che diceva “mamma”. Ci sono state le poche ore di sonno, perchè anche se riuscivo a mettermi a letto l’adrenalina era troppa.
C’è stato tutto il resto che adesso emerge a tratti, come quell’odore, che non dimenticherò mai, che delle volte non mi faceva concentrare; come le lacrime, mannaccia a loro; come le passeggiate, lunghe ma utilissime, come quei colori, che colori, che mi piacevano proprio tanto; come Nicola, il mio amico di viaggio, come la televisione, i giornali e fb che non mi sono mancati affatto, come il sapore del Maalox e quello dei sali minerali.
“Sono una donna nuova!” adesso lo dico a tutti quelli che me lo chiedono, “mi sento una donna nuova!”. Il problema adesso è come far convivere questa donna nuova con quella vecchia. Adesso mi mancano anche gli insetti, adesso mi manca tutto.
Eccolo qui……dopo un pò di tempo….”Gasparrino” torna fra noi!
Ripubblico il racconto scelto al concorso 8×8!!
Gasparrino
“A casa siamo in sei, mamma, papà, io, Raffaele, Rosaria e Gasparrino. Non ci stanno molti soldi; mamma sta in casa e papà lavora, ma abbiamo un giardino bello e con tanti alberi di arance. Nel giardino ci sono le galline e puzzano le galline, ma a me piacciono perché quando non ci stanno più papà va al mercato e compra i pulcini. Piccoli, ma così piccoli che per riscaldarli papà ci mette le lampade.
Delle volte hanno così tanto freddo che si mettono uno sopra l’altro e papà urla: “Gasparrì spustall spustall ca si nò morn”.
Gasparrino vuole bene a papà.
Una volta si era ammalato papà e quando erano arrivati i pulcini non li aveva visti così Gasparrino senza farsi vedere ne aveva nascosto uno nella giacca e lo aveva portato a casa da papà.
Io e Rosaria andiamo sempre nel giardino dopo la scuola, ci piace giocare alle tombe. Pigliamo la terra , quella morbida e nera e i fiori gialli, quelli piccoli piccoli che stanno sotto il muro del vicino, quelli che profumano come la zia Mariolina e giochiamo a sotterrare qualcuno. A casa mamma tiene sempre i vestiti neri, mio fratello, il Gaspare prima di questo è morto due mesi fa.
Poi quando ci scocciamo io e Rosaria andiamo a vedere le galline, ma puzzano, puzzano troppo e per questo viene sempre il vicino, quello basso basso, con le unghie pulite pulite , con il giardino che si ci mangia pure e sgrida papà e gli dice che chiama e’ gguardie e o fa chiur’, così dice, sempre così”.
Stamattina ho aperto una delle mie solite e-mail che si confondono fra quelle assillanti di Facebook, l’ho aperta perchè era diversa; ultimamente sono quelle che apro per prime, sono quelle che sembrano anonime, ma poi non lo sono per niente! Stamattina una di quelle e-mail mi annunciava che uno dei miei racconti, inviato un pò di tempo fa ad un concorso, era stato scelto!
Così il 6 aprile sono a Roma, vado a leggere in 8 minuti “Gasparrino”, il mio racconto più breve e più intenso! E se vinco vado alla finale al salone del libro di Torino! Oggi è proprio una bella giornata, oggi non riesco a smettere di ridere, oggi è diverso, oggi è più bello!!
Il racconto parla di mia mamma, dei miei zii e di pulcini gialli!!E la cosa più bella è che comunque vada, questa qui sarà una traccia incancellabile, mamma lo ha raccontato a me e io posso raccontarlo a molte persone diverse senza vergognarmene; non tutti hanno questa fortuna…..!! oggi mi sento anche così: fortunata!
Si stava fissando le sue vecchie adidas già da diversi minuti, e da diversi minuti ormai non diceva più neanche una parola. L’aveva portata lì perché gli avevano detto che era un posto romantico, che nessuno li avrebbe disturbati, ma in realtà c’era una grande confusione; i ragazzini usciti di scuola da poco continuavano a parlottare fra loro di sotto, si parlava di ragazze e di baci…!
Pensò di alzarsi e urlare a quei quattro mocciosi di stare un po’ zitti, perché mentre loro sparavano cavolate, di sopra si decidevano le sorti di un ragazzo, e di quello che poteva essere il suo destino con la ragazza al suo fianco a cui aveva appena detto: “ti amo”!
Ma, così non fece, non si alzò, rimase lì in silenzio, continuò a fissarsi le sue scarpe un po’ vecchie aspettando ancora un po’… aspettando e aspettando!
Finalmente dopo qualche altro minuto, lei decise di dire una parola, una sola: “Perché?”
“Perché io non ho mai amato nessuno, ora amo te e dovevo dirtelo!La tua comunque, non mi sembra una domanda molto appropriata, non c’è altro che vuoi dirmi?”
Lei non disse nulla, lo abbracciò, solo perché il suo odore era sempre stato dolce e sicuro, come i suoi abbracci, lunghi e caldi!!
Ma non lo amava, questo era certo, almeno non come lui amava lei. Una volta si era beccata un rapporto dalla sua professoressa di storia dell’arte però; perché aveva passato l’intera ora fuori con lui, in bagno, a fumare e a parlare di tante cose, cose che adesso non riusciva neanche a ricordare. Quando le aveva fatto quel cd così bello gli aveva dato un bacio sulla guancia, e la notte di Halloween aveva cercato di spassarsela con lui su un muretto fuori al pub, ma dopo era stata male, perché sentiva di aver sbagliato, soprattutto visto che la domenica dopo aveva appuntamento con un tipo carinissimo che finalmente le aveva detto di volerle parlare.
Eppure lui c’era…sempre, quando tutto il mondo spariva, lui c’era e adesso la stringeva di nuovo… come quella volta sulle scale della scuola. Aveva la felpa bianca che lei adorava e le aveva appena dato un libro con dentro una lettera;
”La neve cade sui cedri”, il titolo del libro almeno lo ricordava ancora, però non lo aveva mai finito, perché poi avevano litigato e lei glielo aveva restituito!
Lui era tornato ancora una volta anche dopo quella volta, perché lei lo aveva chiamato in lacrime da Parigi dicendogli che gli mancava….e lo aveva fatto per tre giorni di seguito…..
E così lui era tornato, avevano fatto la pace, a modo loro e ripreso il tran tran quotidiano, fatto di telefonate, lunghe e divertenti, e di abbracci rubati; ma baci mai, quelli erano come sconosciuti, non che lui non volesse…anzi….ma era lei, così convinta di non saper baciare, da farne un problema insormontabile!
C’erano state tante ragazze prima di lei, carine e disponibili, che si erano concesse con facilità…ma lui non le aveva mai amate….mentre a lei aveva addirittura disegnato la piantina della casa di una di loro, quella di Roma, solo perché lei lo aveva preteso…..Le aveva raccontato tutto, nei minimi dettagli e lei lì ad ascoltare e a domandarsi: perchè? perché non riusciva ad amarlo come loro avevano amato lui.
Però ridevano tanto assieme. Ma era facile ridere con lui, perché era così divertente scoppiare a ridere quando la guardava, soprattutto perché ogni volta che lui la fissava poi…..rideva! Una sera l’aveva portata a casa sua, quando i suoi non c’erano….ma le aveva fatto vedere solo i gattini….e poi l’aveva riaccompagnata!
Lei non gli aveva mai detto però che durante il viaggio di ritorno aveva tremato tutto il tempo!
Non lo aveva mai amato e naturalmente non lo amava adesso, che la scuola era finita, avevano entrambi scarpe nuove e la vita vera aveva preso il sopravvento, ma pensava a lui molto spesso e quando dopo tanti anni finalmente era riuscita almeno a dirgli che le dispiaceva, lui si era acceso la sua solita sigaretta e con un occhio socchiuso dal fumo…le aveva detto solo di non pensarci, che allora erano piccoli.
Lei gli aveva detto che erano anche molto stupidi, e lui le aveva ripetuto: “no, eravamo solo molto piccoli!”
Un uccellino mi ha detto che questa pagina è molto amata…..e allora, finalmente sono riuscita a trovarne una adatta….
a mio fratello
E’ in lui che ripongo fiducia durante il montaggio.
E’ lui che, durante la traversata, mi protegge dal basso.
Instancabile Alain, è arrivato il momento che ogni mio passo ti ringrazi.
Da:”Trattato di funambolismo” di P. Petit.
Allora, a parte il fatto che una settimana fa , ho scritto e pubblicato un post che il mio blog, ha deliberatamente deciso di cancellare (non scherzo!un giorno c’era e il giorno dopo non c’era più!!!), devo avvertire tutti che sto bene, sono viva, grassoccia e in buona salute…..!
Parliamo di Ammaniti và….. che sicuramente vi interessa di più!
“Che la festa cominci” di Niccolò Ammaniti, l’ho comprato per due semplici motivi:
1 Per gli occhi dolci dell’ippopotamo in copertina!
2 Perchè una mia amica mi ha fatto delicatamente notare che il caro Niccolò è proprio un figo!
Quindi io, da buona lettrice ho pensato bene di comprare il libro e vedere se alla celebre frase :”ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE” si poteva affiancare un qualcosa di più sostanzioso…..!
Bene, mi dispiace ragazzi…..ma Ammaniti per ora ha fallito…..cioè in realtà ha fallito per buona parte del libro , poi stranamente si è ripreso, con un finale….non proprio scontatissimo, ma neanche moooooolto originale! Alla fine questa strana storia che intreccia le sbandate vite di 4 ragazzi appartenenti ad una setta satanica e quella di tale: Fabrizio Ciba, scrittore affermato…….non è riuscita moltissimo!
La scrittura segue bene le vicende…che per corposi tratti sono molto avvincenti, ma forse poco reali (almeno lo spero!!!). E’ una scrittura ricca, ma chiara…! Tutto quel sesso…io non ce lo avrei messo e soprattutto avrei dato all’unico scrittore della storia oltre Ammaniti….un profilo un pò meno alla Moccia!
C’è da riconoscergli però che è riuscito a cambiare le carte in tavola, da un capitolo all’altro con una certa bravura….anche se visto il cambio fatto io avrei continuato sulla linea precedente! Intenso il rapporto fra i quattro satanisti , soprattutto quando Mantos, il capo….resosi conto che due dei suoi adepti hanno deciso di sposarsi….decide di lasciare che prendano strade diverse dalla sua! I personaggi sicuramente sono molto reali e tristi allo stesso tempo….e quella che sembrava essere la stupida della situazione, Larita la cantante, in realtà finisce per essere la migliore fra tutti! Detto questo, è una storia di una fantasia sconvolgente, davvero geniale, ma decisamente poco credibile…soprattutto perchè calata in una vicenda molto reale e deprimente: l’abbandono da parte del comune di Roma di Villa Ada, un luogo antico molto importante della capitale! Quindi anche denuncia sociale…..ma nonostante questo il libro alla fine non ha guadagnato comunque punteggio!
Con gli anni comincio a pensare che leggere qualcosa di veramente eccezionale dipende sempre da quello che si è letto prima…..perchè se questo prima ti ha sconvolto veramente….quello che segue, se non all’altezza, rischia di essere ancora più deludente del solito……e mi dispiace, ma dopo Queneau il mio mondo non è più lo stesso, e dopo Calvino……la realtà della “lettura” è come uno stile di vita…..e quindi oggi leggere Ammaniti è stato un pò come mettere una falsa collana di Tiffany….quando si ha nel cassetto quella originale……figo o non figo che sia!!!
Bene, bene, bene……..scoprire questo libro è stato meraviglioso, leggerlo è stato come divorare una torta al cioccolato con fiori di zucchero come decorazioni, capirlo è stato molto soddisfacente, finirlo è stato triste, perchè non avrei mai voluto finirlo…..!
“Come un romanzo” è uno di quei libri non libri, da leggere e rileggere ogni volta che si ha tempo, adatto a tutte le età, perfetto per ogni momento della vita.
Pennac ha fatto una sola cosa, e l’ha fatta in maniera commovente……: ha preso l’anima di ogni lettore, i suoi segreti, i suoi desideri, le emozioni più assurde e i sentimenti più veri e li ha dispiegati; ha aperto la mia anima come si apre un libro e guidata all’interno di essa come si guida un bambino ad andare in bicicletta…..mi ha spinta finchè ha potuto e quando gli ho urlato di non lasciarmi, lo ha fatto……!Pennac mi ha insegnato a leggere ragazzi, con questo libro, ha messo uno “spazio bianco” e mi ha fatto ricominciare…..!
Sapere che con il tempo i particolari di una lettura svaniscono adesso mi rattrista come non mai…..questo è un libro da tatuare per intero…..io sono sconvolta da quanto sia reale e bellissimo il mondo che lui mi ha donato e non voglio lasciarlo andare…..ma non so come trattenerlo!
Non c’è molto altro da dire….perchè Pennac ha creato il DOGMA e non è possibile contraddirlo….allora mi affido alle sue parole….
Pag.34: Difficile insegnare le Belle Lettere, quando la lettura impone a tal punto l’isolamento e il silenzio!La lettura ,atto di comunicazione? ecco un’altra simpatica frottola da commentatori!Quel che noi leggiamo, lo taciamo.Il piacere del libro letto lo teniamo spesso gelosamente segreto….
Poco più in basso, riferendosi alla lettura:
Oppure all’improvviso, quest’altra folgorazione, da lasciarti senza parole: com’è possibile che quel che mi ha tanto sconvolto non abbia minimamente modificato l’ordine del mondo?
Insomma, Pennac, attraversa tutti i livelli della lettura, tutte le età e risponde alle domande più assurde, e ti dice quello che avresti sempre voluto sentire…. corteggia i lettori e li seduce……rivela quello che hai sempre saputo ma taciuto….lui lo dice e lo rende indispensabile!!!
Vi siete mai chiesti perchè i bambini ad una certa età non amano leggere……e come mai passano dal volere a tutti i costi che gli sia raccontata una favola prima di dormire a non voler vedere neanche da lontano un libro?
Ci sono alcune pagine meravigliose in questo libro, pagina 34,35,la 55….Dio mio è strepitosa….e tutte le altre, ognuna a modo suo è un pezzo di paradiso….non abbiate paura…..
Ci sono quelli che non hanno mai letto e se ne vergognano, quelli che non hanno più tempo per leggere e se ne rammaricano, quelli che non leggono romanzi, ma libri utili,saggi ,testi tecnici, biografie, libri di storia, quelli che leggono di tutto, quelli che “divorano libri” e gli brillano gli occhi….
….questo qui…è per tutti questi ed è per tutti voi….!!!
Buona lettura….buona lettura davvero!!!!
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